02 - Disegnare il Medioevo

Show notes

“C’era una volta un re, che viveva in un castello…”
Come immaginiamo una scena del genere? Ci vengono in mente castelli e sovrani dai tratti medievali.
Eppure, il legame tra Medioevo e fiaba è una costruzione culturale, sviluppata soprattutto a partire dal XIX secolo. Immagini e le illustrazioni hanno poi ulteriormente rafforzato questo legame.
In questa puntata di “Multimedioevo” scopriremo come il Medioevo viene rappresentato nelle raccolte di fiabe, nei fumetti e nelle graphic novel.

MULTIMEDIOEVO. Il Medioevo nei media contemporanei. È un podcast del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna - Alma Mater Studiorum, realizzato nell’ambito del progetto FRAME - Framing Medievalisms: Historiography, Cultural Heritage, Media Communication and Languages in Italy (1980-2022)
Per approfondire il progetto FRAME: https://www.progettoframe.it/

Bibliografia consigliata:

Bordone, R. (2026), “L’editoria tra ’800 e ’900’. Fumetto”, in Gli ombrelli di Eglinton. Roma. Specula. Studi di medievalismo, 1.
Innocenti, A. (2024), Medioevo immaginato. Milano: Rizzoli.
Miglio, M. (a cura di) (2021), Il fumetto nel Medioevo. Giornata di studi (Roma, 25 novembre 2019). Roma: Istituto Storico Italiano per il Medioevo.
Roversi Monaco, F. (2020), ‘“Damsel in distress”: Medioevo, medievalismo e ruoli di genere nella cultura audiovisiva contemporanea’, Bullettino dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 122, pp. 455–475.

Show transcript

00:00:00: Scudiero percorri lo bosco e guarda se ha vittorti da raddrizzare, castella da difendere, offese da cancellare, abusi da correggere ed amigiella da salvare.

00:00:15: Con queste parole un cavaliere anzi un paladino dà ordine al suo scudiero di perlustrare i dintorni alla ricerca di una impresa degna nel suo nome.

00:00:25: E subito ne trova uno, un castello gigantesco messo sotto assedio da dei soldati.

00:00:34: Questo italiano maccheronico, antico e migliavaleggiante potrebbe suonarvi familiare.

00:00:40: E potrebbe farvi pensare a uno dei più celebri cavalieri del cinema italiano Branca Leone da Norcia.

00:00:47: Ma in questo caso parlare un suo lontano compagno d'armi In penne e piume che vive in un medioevo disegnato con colori estremamente accesi.

00:00:58: Paperino il paladino.

00:01:01: Sarà lui uno dei personaggi che ci accompagneranno in questa puntata di multi-medioevo dedicata al medioeVO disegnato delle fiabe e dei fumetti.

00:01:13: Io sono Alessio Innocenti, questo è Multi MedioeVo il Medio Evo nei media contemporanei un podcast del Dipartimento di Storia, Cultura e Civiltà dell'Università di Bologna Alma Mater Studiorum.

00:01:33: cosa ci fa paperino nel MedioEvo?

00:01:37: O meglio, perché un suo lontano antenato cavaliere che tra le altre cose gli ha trasmesso anche la paura dei draghi a compiuto le sue imprese proprio in età medievale?

00:01:48: Tutto questo accade perché il Medioevo ha un legame molto particolare non soltanto con il mondo dei fumetti ma più generare con quello delle illustrazioni.

00:01:57: Soprattutto quando si tratta di opere destinate ad un pubblico di bambini e ancora di più quando essere illustrate sono le fiabe.

00:02:07: D'altronde, se io vi leggessi un incipit come questo c'era una volta un re che viveva in un castello e il suo regno era infestato da un drago.

00:02:18: In che modo vi immaginereste questa scena?

00:02:21: È molto probabile che nella vostra mente compaia un castelo dalle forme medievali, un re vestito come un sofrano del Medioevo ed naturalmente poi c'è il drago che è una sorta di simbolo dell'età medievale.

00:02:35: ma qui è già accaduto qualcosa.

00:02:38: Perché quella che ci sembra una reazione spontanea, quasi automatica in realtà non lo è affatto.

00:02:45: Le fiamme infatti non nascono nel medioevo e in assoluto non sono ambientate in un'epoca storica precisa.

00:02:52: Se ci pensate il classico Incipit c'era una volta a prendere una funzione opposta.

00:02:58: Ci trasporta in un tempo senza tempo lontano ma senza coordinate definite.

00:03:05: E allora perché continuiamo ad immaginarle così?

00:03:10: Tutto ha avuto inizio nell'Ottocento.

00:03:12: Siamo nel secolo in cui ad esempio i fratelli Grimm pubblicano le loro raccolte di fiabe, il loro obiettivo però non è ambientare quelle storie nel Medioevo e tramandarle, però in quello stesso momento stava cambiando anche il modo di guardare al passato.

00:03:30: Il Medioevo che per secoli era stato visto come un'epoca oscura comincia a essere rivalutato.

00:03:36: diventa una sorta di infanzia delle nazioni europee, un tempo da riscoprire e rivalutare.

00:03:42: E in questo processo le immagini hanno un ruolo importante.

00:03:47: Nel corso dell'Ottocento ed dei primi del Novecento artisti come Balter Crane, Arthur Rackham ed Edmund Dulac iniziano a illustrare le fiabe, influenzati anche dall'arte, dall'estetica mediovaleggiante dei Pre-Raffa Illiti.

00:04:04: Ecco allora che nelle loro tavole compaiono sempre più spesso castelli, dame e cavalieri tutti elementi che richiamano un Medioevo incantato.

00:04:15: Non c'è la volontà di ricostruire le tame di evale da un punto di vista storico.

00:04:20: si rimescolano e modellano alcuni dei suoi elementi più riconoscibili.

00:04:24: ed è qui che avviene quel passaggio decisivo.

00:04:28: Le fiabe che non nascono nel Medio Evo cominciano a bestirsi di Medio Evo.

00:04:34: È un processo di trasformazione che arriva fino al novecento e trova la sua consagrazione in una nuova forma d'arte.

00:04:42: Il cinema d'animazione, come vedremo nella prossima puntata.

00:04:45: Infatti Walt Disney stesso raccontava che da bambino il momento più bello della sua giornada era quando gli venivano lette le fiabe dei Grimm e di Hans Christian Andersen.

00:04:57: E sarà proprio quell'immaginario fatto di racconti e illustrazioni a dare vita all'universo fiabesco Disney, in cui fanno parte anche i fumetti.

00:05:07: E allora non ci deve stupire che ad un certo punto anche Paperino possa diventare un cavaliere medievale.

00:05:15: È quello che avviene nel cosiddetto ciclo-Paperingio una raccolta di storie disneyane che hanno come protagonista proprio Paperino il Paladino, il personaggio che dà il titolo alla prima storia del ciclo scritta da Carlo Kendi e disegnata da Luciano Bottaro nel milenovecento sessanta.

00:05:33: Questo ciclo di avventure non è un caso isolato, si inserisce tape.

00:05:37: Si inserisce in una tradizione già consolidata nel mondo Disney di legami e citazioni.

00:05:44: Una tradizione che aveva trovato una sua forma definitiva già sul finire degli anni cinquanta.

00:05:49: Sono gli anni in cui esce la bella dormentata, che è una fiaba trasformata in un racconto medio-vale a cui guarderanno anche i autori delle storie disneyane.

00:05:59: in Italia Il Medioevo Disney non ha quasi mai dei confini temporali e spaziali precisi.

00:06:06: come ogni fiaba che si rispetti.

00:06:09: Spesso ci si arriva partendo dall'età contemporanea altre volte tramite un racconto dei tempi passati, altre ancora tramite le parodie letterarie.

00:06:19: Il ciclo di paperino e il paladino riprende un po' tutti questi elementi, li mescola ed aggiunge anche l'elemento linguistico.

00:06:26: Lo abbiamo ascoltato in una apertura dipuntata quell'italiano medievale che proietta i personaggi in un'epoca lontana.

00:06:33: Esiste quindi un medioevo fiabesco in salsa disneyana che è un elemento ricorrente della produzione italiana.

00:06:41: Lo dimostra anche la schedatura che è stata effettuata dall'Università di Bologna nell'ambito del progetto Frame.

00:06:48: Da i anni Ottanta.

00:06:48: oggi sono state pubblicate centinaia di storie, che oscilano continuamente tra citazioni storiche e letterarie ed ambientazioni fantasie.

00:06:58: Ci sono quindi riferimenti al ciclo arturiano, ad esempio nella miniserie del Pro dell'Ancicciotto, le sacche originali come quella di Paprindibosco Scuro... Storie che richiamano momenti e protagonisti del Medio Evo, dai vikingi alla razzo di Bayeux.

00:07:14: Fino ai grandi cicli fantasy come la saga della spada di ghiaccio o Wizards and Mickey, che è ancora in corso di pubblicazione... Ma il Medio-Evo in qualche modo è stato presente fin dalla prima parodia Disney pubblicata in Italia l'Inferno di Topolino scritta da Guido Martina e disegnata da Angelo Bioletto nel.

00:07:36: Come potete intuire si tratta di una rilettura della prima cantica, della Commedia di Dante.

00:07:41: Ma il fumetto non ci porta direttamente nel Medioevo.

00:07:45: La storia comincia nel presente, Topolini e Pippo indossano le vesti di Dante e Virgilio ma partono da un contesto contemporaneo.

00:07:54: È un'esperiente che serve ad avvicinare il lettore... E la stessa funzione nel corso del racconto hanno i vari anacronismi.

00:08:01: È qualcosa che succede in molte storie Disney, infatti se torniamo un attimo da Paperino il Paladino, lui usa per combattere un'arma una spada canterina e appunto una spata che cantava canzoni degli anni sessanta.

00:08:16: E chi permetteva quindi ai lettori di avere un riferimento familiare?

00:08:21: Quindi con una scelta semplice e ironica.

00:08:24: le distanze temporali si azerano e improvvisamente Il Medioevo diventa più vicino.

00:08:31: L'inferno di Topolino è ricco di questi elementi, anche perché il suo obiettivo non era ricostruire l'inverno medievale editante ma trasportare il lettore in un inferno contemporaneo.

00:08:43: Tuttavia Pipp e Topolinho vengono trasportati nella dimensione infernale tramite un riflesso di Medio-Evo.

00:08:52: A un certo punto del racconto i due protagonisti si addormentano davanti a un grande volume della commedia di cui intravediamo un'illustrazione.

00:09:01: Ma quell'immagine non è una miniatura medievale.

00:09:04: È una stampa di Gustave Doré, l'artista francese che ha realizzato alcune delle più celebre versioni illustrate delle grandi opere letterarie e molte di queste hanno origine medievali o ambientazioni medievaleggianti.

00:09:18: In questa versione Disney vediamo proprio la raffigurazione del primo canto Dante perso nella selva oscura circondato da alberi giganteschi che sembrano usciti da una foresta stregata.

00:09:32: E nel racconto è proprio uno di questi rami a uscire dalla pagina e a trascinare Topolino nell'Inferno.

00:09:40: È quindi un'immagine ottocentesca, che diventa il tramite tra noi ed Dante.

00:09:49: Qualcosa di simile abbia neanche quando Guido Martina tornerà nel Medioevo con una storia pubblicata del milan novecentottanta Paolino Pocatesta e la bella Franceschina.

00:10:01: Di nuovo un adattamento di Dante, in questo caso il quinto canto dell'Inferno con la storia di Paolo e Francesca.

00:10:08: Nei disegni di Giovanni Battista Carpi l'avicenda è ambientata nel castello di Gradara nelle Marche che ha disegnato come ancora lo possiamo vedere oggi.

00:10:18: Però il legame tra Paolo ed Francesca e Gradara non è medievale.

00:10:24: È una suggestione nata nel IX quando l'ingegnere Umberto Zanvettori acquista al castello lo restaura in stile medievale, e rialestisce gli ambienti interni.

00:10:35: E' una camera la detica proprio ai due amanti sulla scia di una tragedia che poco tempo prima aveva scritto Gabriele D'Annunzio.

00:10:43: Non ci sono quindi i fonti o documenti medievali che colleghino la storia di Paolo e Francesca con Gradara.

00:10:50: Eppure quel sogno è diventato reale.

00:10:53: Ancora oggi la rocca di Gradara è presentata ai turisti come il castello di Paola e Francesco e ha ospitato anche la loro versione disneyana.

00:11:04: questo medio evo fatto di immagini e riletture continua a circolare, si trasforma ancora oggi.

00:11:12: lo troviamo nei fumetti ma anche nei libri illustrati per bambini e ragazzi.

00:11:17: in Italia le storie Disney sono il caso più evidente anche se non sono le uniche.

00:11:22: l'ho mostrato ad esempio Fabiana Fraulini nella ricerca che ha condotto nell'ambito del progetto frame.

00:11:28: Negli ultimi decenni, grazie anche al grande successo del fantasy il Medioevo è tornato nuovamente presente nei testi destinati ai piccoli lettori.

00:11:38: A livello visivo gli elementi essenziali sono sempre gli stessi, basta un castello o una principessa a un cavaliere e il medioevao fiabesco si materializza ma quello che cambia sono i significati.

00:11:51: ad esempio nelle fiabe tradizionali la principessa aspettava Negli ultimi decenni, è un personaggio che agisce.

00:11:59: Che si ribella e che prende iniziativa e che cerca la propria strada.

00:12:03: Al contrario il cavaliere non è più quell'eroe risolutivo.

00:12:07: È una figura che anche lui incerca di una nuova identità.

00:12:13: Ecco allora che se nell'Ottocento le fiabe si sono vestite di Medio Evo e nel Novecento questo legame è stato rafforzato... In questi primi decennii del nuovo secolo c'è stato un cambiamento disignificato.

00:12:25: I personaggi riflettono i cambiamenti avvenuti nella nostra società contemporanea per quel che riguarda l'identità e la parità di genere.

00:12:34: E questo vale anche per le fiabe animate Disney più recenti, come ha dimostrato Francesca Roversi Monaco in un suo articolo e come vedremo più approfonditamente nella prossima puntata.

00:12:47: È quindi un medioevo che diventa specchio del nostro presente.

00:12:53: Non nascondiamo.

00:12:53: ce l'ho però, c'è un forte pregiudizio nei confronti del fumetto.

00:12:58: L'idea è che si tratti di opere pensate esclusivamente per bambini e ragazzi.

00:13:04: Questo nonostante il fumetto sia fondamentalmente diventato adulto già dalla seconda metà del novecento con storie che per complessità e profondità hanno nulla da invidiare ai romanzi, tanto è vero che si è diffusa l'espressione graphic novel, un vero e proprio romanzo a fumetti... Negli ultimi decenni comunque anche in Italia l'approccio è cambiato nei confronti di queste opere, anche in ambito accademico.

00:13:30: Nel due mila dieciannove parlando proprio di Medioevo si è tenuto un convenio dedicato al fumetto a Roma presso l'Istituto Storico italiano per il Medio Evo e vi invita a recuperare gli atti di quell'incontro per avere un quadro più completo sulla situazione attuale.

00:13:48: ed è vero i primi fumetti erano pensati per un pubblico giovane Ma questo non limita l'impatto che hanno avuto sull'immaginario collettivo, soprattutto se parliamo di Medioevo.

00:13:59: Questo perché l'età medievale ha un legame antico con il fumetto ma non perché come a volte ci capita di leggere i fumetti siano stati inventati in epoca medievali.

00:14:11: Si tratta di una delle letture che vedono nel passato l'origine di elementi caratteristici del nostro mondo contemporaneo.

00:14:20: Perché è vero, in età medievale immagini e parole potevano avere un legame.

00:14:27: Pensate a una delle più celebri opere d'arte medievali che ancora possiamo ammirare oggi la razzo di Bayeux.

00:14:35: La razzo, che in realtà poi è un ricamo racconta per immaginino la conquista normanna dell'inghilterra da parte di Guillermo il Conquistatore a metà del lundicesimo secolo.

00:14:47: E il ricamo è accompagnato da una lunga didascalia che ci sintetizza la scena che stiamo guardando.

00:14:55: Ecco, questo non fa della razzo di Bayer l'antenato delle nostre graphic novel perché nel fumetto immagini e parole hanno un legame intrincego che è differente oltre ovviamente ad essere pensati proprio per una fruizione individuale su larga scala.

00:15:12: differenza della razza.

00:15:16: Lo stesso discorso vale per un cerebra fresco che possiamo ammirare a Roma nella basilica inferiore di San Clemente.

00:15:24: Qui, in una delle scene della vita del santo che risalgono sempre all'undicesimo secolo vediamo due servi che per ordine del padrone Sisigno provano a far prigioniero Clemente.

00:15:37: Grazie ad un miracolo però i servi trascinano in realtà una pesante colonna ma sono convinti che si tratti proprio del Santo e parlano tra loro dando sindicazioni come vediamo nelle parole dipinte a cante personaggi.

00:15:52: A incitare i servi è lo stesso si signo, che gli grida fili delle pute traite.

00:15:59: Una frase che non credo di dovervi rendere in italiano contemporaneo.

00:16:04: Si signo e i suoi servi infatti parlano in volgar italiano.

00:16:08: Infatti questi affreschi sono anche una delle prime attestazioni d'italiano scritto A chiudere la scena.

00:16:15: è lo stesso sancremente che a differenza degli altri personaggi parla il latino e ci dà un po' la morale di questa scena.

00:16:23: Parlando ai servi, è lui a dire per la durezza dei vostri cuori avete meritato di trainare le pietre.

00:16:33: Perché non possiamo considerare questi affreschi come l'origine del fumetto contemporaneo?

00:16:40: Innanzitutto c'è una distanza temporale importante tra il nostro fumetto moderno che nasce sul finire dell'Ottocento e queste erano affigurazioni medievali.

00:16:50: In più la funzione delle parole affiancate alle immagini era differente.

00:16:56: Testi e parole servivano a identificare la scena, a permetterne una corretta lettura soprattutto poi nell'ambito della predicazione.

00:17:06: I nostri fumetti contemporanei invece sono un insieme di scene che raccontano una storia autoconclusiva e leggendo il test guardando le immagini, noi possiamo comprendere la storia che leggiamo senza il bisogno di ulteriori elementi di spiegazione esterni.

00:17:24: Un punto di contatto lo possiamo individuare in realtà.

00:17:28: Anche in età medievale le immagine avevano un ruolo importante come accade nel nostro mondo contemporaneo che è dominato dalle immagioni però avevano una funzione e un utilizzo diverso rispetto a quello che ne facciamo noi oggi.

00:17:44: Ecco allora, che questo legame antico di cui parlavo tra Fumetto ed Medioevo è deuto al fatto che già gli inizi del novecento cominciano a compaerire delle strisce che hanno come protagonisti dei cavalieri medievali.

00:18:00: il primo grande esempio però è Prince Valiant ideato da Harold Foster nel.

00:18:07: È una storia che nasce ancora prima di molti grandi supereroi, prima di Batman e prima di Superman per darvi un'idea.

00:18:16: Ma Valiant non è un supereroe, è un principe nordico proveniente da Tule, che diventa poi cavaliere della tavola rotunda al servizio di Rear Two, e qui Foster compie una scelta che è molto interessante.

00:18:31: La storia è ambientata tra quinto e sesto secolo, cioè in quella fase di passaggio tra antichità e medioevo che noi oggi chiamiamo Tarda Antichità.

00:18:42: È una scelta che ha un obiettivo preciso, provare a storicizzare il mito arturiano riportandolo al periodo in cui forse sarebbe potuto vivere un Arthu incarnios.

00:18:55: Eppure se guardiamo i disegni di Foster quello che vediamo non è un mondo altomedievale.

00:19:01: Castelli, armature, ambientazioni... Tutto richiama ai realtà i secoli centrali del Medioevo ed è lo stesso foster a spiegare le sue ragioni.

00:19:11: Se avesse rappresentato Arthur in maniera coerente con quelle che hanno state le sue ricerche avrebbe dovuto disegnarlo con una barba scura e vestito di pelli.

00:19:21: ma non è così che il pubblico si immagina Arthur E allora la sua soluzione ha un compromesso.

00:19:28: Il tempo è quello della tarda antichità.

00:19:30: Le immagini sono quelle del pieno Medioevo, in particolare il riferimento soprattutto in ambito militare è quello del mondo normanno ma anche quell'ottocentesco di Howard Pyle.

00:19:43: Pyle non era solo un illustratore, era anche un autore di romanzi per ragazzi.

00:19:49: aveva scritto ad esempio romanzi su Robin Hood e sui cavaliere della tavola rotonda libri che vengono pubblicati nella seconda metà dell'Ottocento accompagnati dalle sue illustrazioni che avranno una diffusione enorme.

00:20:01: Se provate a sfogliarle trovate subito un mondo che ci è immediatamente familiare.

00:20:06: I cavalieri in armatura, dame dalle vesti ricchissime, castelli arroccati... È quello il medioevo a cui guarda Foster e in alcuni casi lo cita apertamente.

00:20:18: Il volto di Galvano ad esempio è modellato su quello disegnato da Pyle ma anche il volto stesso di Valiant richiama il suo Parsifal.

00:20:28: Nel corso della serie poi non mancano anacronismi, riferimenti a epoche diverse e anche richiami al mondo contemporaneo.

00:20:35: Infatti l'ambientazione nella tarda antichità offre affostere anche grande libertà.

00:20:40: È un'epoca poco conosciuta che è difficile da ricostruire con precisione e quindi è perfetta per muoversi tra storia e immaginazione.

00:20:50: Principali hanno avuto un impatto enorme sulla cultura americana.

00:20:53: ancora oggi vengono pubblicati nuovi episodi.

00:20:56: a quasi un secolo dalla sua nascita Evaliant ha contribuito anche a creare un nuovo modello di eroe.

00:21:01: È un cavaliere che combatte per la giustizia, guidato da un codice morale non troppo diverso poi alla fine da quei super-eroi che nasceranno poco dopo.

00:21:12: Evalient viene citato anche in Italia se torniamo di nuovo nel Medioevo di Paperino il Paladino.

00:21:18: vi ricordate la sua spada canterina?

00:21:21: Non è altro che la parodia della spada che canta di valiant che nel racconto è la sorella di Excalibur.

00:21:30: Questo cavaliere quindi creato da Foster si muove in un mondo che uscilla tra storia e fantasi, e in quegli stessi anni nascono altri personaggi come Conan il Barbaro, creato dalla Robert Irwin Howard, che nasce come un eroe letterario ed approderà successivamente del mondo del fumetto.

00:21:49: Qui in realtà Il Medioevo scompare come riferimento diretto.

00:21:54: Conan è un barbaro proveniente dalla cimmeria che si muove in un mondo fantastico popolato da mostri, stregoni e eserciti di scheletri.

00:22:03: Eppure visivamente qualcosa sopravvive.

00:22:07: Questo grazie anche alle copertine disegnate negli anni sessanta da un'arte grande artiste americano Frank Frazeta.

00:22:15: Qui Conan mi era fiorato a cavallo in tutta la sua furia mentre combatte un esercito di scheletri con la sua spada, indossando un elmo con le corne, quello che tradizionalmente attribuiamo e sbagliando ai vikingi.

00:22:28: E lo vedremo anche nella prossima puntata.

00:22:32: È quindi un medioevo trasformato che diventa modello per costruire mondi nuovi.

00:22:38: Da qui poi nascerà tutto un sottogenere, quello sword and sorcery letteralmente di spada e stregoneria che continuerà a dialogare con nell'immaginario medievale fine nostri giorni.

00:22:52: Ma anche il Medioevo fantastico può assumere colori oscuri e toni cupi, soprattutto se vengono recuperate le atmosfere del romanzocotico o delle illustrazioni di Doree, delle rovine romantiche….

00:23:06: Il Medioevva allora non è più uno scenario fiabesco, è un altro ve inquietante che spaventa invece di rassicurare.

00:23:17: Un esempio è Berserk, il manga di Kentaro Miura pubblicato a partire dal one milen novecentottantanove.

00:23:24: Il protagonista è Gatsu un guerriero mercenario che si muove in un mondo violento o cupo popolato anche da demoni e creature mostruose.

00:23:34: È un mondo che però ha i tratti del Medioevo storico.

00:23:39: ci sono chastelli armature eserciti l'ingiustizia e la crudeltà dei grandi signori feudali Ma tutti questi riferimenti sono deformati e riletti in un immaginario gotico.

00:23:54: Qualcosa di simile avviene anche con Hellboy, il fumetto creato da Mike Mignola nel three.

00:24:01: Qui al centro della storia c'è un demone evocato sulla terra durante la seconda guerra mondiale, Hellboy che cresce tra gli esseri umani e diventa poi un investigatore del paranormale.

00:24:14: La storia è ambientata in un presente alternativo, in cui però il Medio Evo riaffiora continuamente.

00:24:20: È da quest'epoca che sono tratti le leggende, i mostri e i simboli ma anche gli luoghi.

00:24:27: È un medio evo fatto di rovine, crypte, chiese gotiche abbandonate, antichi manuscritti... se ci pensate è un po lopposto di quello che accadeva con Warpole.

00:24:38: come abbiamo visto nella prima puntata L'elemento paranormale accade nel mondo contemporaneo, ma è una sopravvivenza del Medio-Eu.

00:24:50: Quindi l'età medievale viene rielaborata e incastonata nel tempo presente mescolando elementi storici e riletture ottocentesche.

00:25:00: E se pensiamo ad ambientazioni coupe a città gotiche a cavaliere oscuri c'è un altro nome che può venirci in mente... Batman che non è altro che un cavaliere medievale trasportato in una dimensione gotica contemporanea.

00:25:19: Ma cosa accade, in un fumetto se un autore invece di un'ambientazione fantasy vuole ricostruire il Medio Evo in maniera storicamente accurata?

00:25:29: Prince Valiant anche se mesco la storia e finzione è considerata un po' il capo stipide del fumetto storico.

00:25:37: Però gli esempi più interessanti li troviamo in Europa, in particolare nei paesi francofoni dove il fumetto è una vera prostituzione.

00:25:45: Negli anni ottanto del novecento vengono pubblicati due fumetti originali ambientati nel Medioevo le torri di Buamori di Hermann e la compagnia del Crepuscolo di François Burgeon.

00:25:57: Quindi sono due artisti contemporanei cresciuti più o meno nell'un stesso contesto artistico e culturale che hanno ambientato le loro storie nel Medioevo, facendo però scelte molto diverse.

00:26:09: La Saga delle Torri di Buamori viene pubblicata a partire dal quattro.

00:26:15: Hermano vuole trasportare il lettore agli inizi del XII secolo non per parlare di grandi avvenimenti o personaggi storici ma per istituirci la sua visione di Medioev, un'epoca dura con una violenza onnipresente e una natura ostile.

00:26:33: I personaggi di Hermann camminano con i piedi nel fango, sono spesso contadini, manovali e muratori.

00:26:40: Tutte quelle figure che solitamente si perdono nell'anonimato del tempo passato a cui lui invece vuole dare una nuova voce.

00:26:50: Ma cosa sono le torri di Buamori?

00:26:53: Sono le torre più belle e più alte di tutta la cristianità o almeno così le descrive il nobile decatuto Emarde Buamore che insieme al suo scudiero compi un viaggio nell'Europa Mediovale tra Francia e Spagna, passando anche per la partecipazione a una crociata proprio per provare a riconquistare quel titolo perduto il castello dei suoi antenati.

00:27:16: Hermann quindi ci fa viaggiare accanto ad Emaar arricchendo le pagine dei suai fumetti con delle splendide tavole che ci mostrano dei momenti di vita medievale i cantieri delle grandi cattedrali oppure le vie di una città L'illustrazione che sembrano uscite quasi da dei manuali di divulgazione.

00:27:35: Ma anche un disegno realistico e una documentazione storica non bastano restituirci a un Medioevo autentico.

00:27:44: Anche l'età medievale in cui si muove Ehmarti Buamori è in realtà una costruzione, il Medioev ho visto con gli occhi di Hermann.

00:27:54: François Bourgeon fa invece delle scelte diverse nella compagnia del Crepuscolo.

00:28:00: Siamo nel medioevo dell'ecco indicesimo secolo, nel pieno della guerra dei cent'anni.

00:28:06: È in questo contesto che vivono un cavaliere senza nome e dal volto sfigurato, che è in viaggio insieme ad Aniceto e a Mariotta una giovane ragazza accusata di stregoneria.

00:28:17: A rendere ancora più credibile l'ambientazione è la lingua parlata dai personaggi, che ha un francese arcaico e medievale che è frutto di una ricerca di bourgéon.

00:28:27: E' una scelta opposta rispetto a quella di Hermann, che invece era convinto che lo linguaggio simile avrebbe potuto allontanare il lettore.

00:28:36: Poi però nel racconto qualcosa cambia appena la compagnia raggiunge il bosco delle nebbie.

00:28:42: Qui si mescolano il sogno e la veglia e compaiono sulla scena dei nuovi personaggi, dei folletti piccoli esseri mostruosi che catturano al cavaliere i suoi compagni di viaggio.

00:28:54: Non si tratta di una semplice eruzione del fantastico nel Medioevo.

00:29:00: Burgeon ci presenta ai folletti come un elemento storicamente attendibile.

00:29:06: Nelle sue appendici infatti allega anche un breve testo, dove collega alcuni ritrovamenti archeologici di strane creature ai folleti del suo racconto… ma non solo!

00:29:19: Indica anche alcuni esempi di sculture e capitelli medievali che raffigurerebbero queste creature... Burgeon poi non ci spiega perché questi esseri saibro spariti sul finire del Medioevo, però i suoi personaggi non sembrano così stupidi di imbattersi in creature di questo tipo.

00:29:38: Altri fumetti francesi pubblicati negli ultimi decenni hanno invece approcci diversi al racconto del Medyoevo.

00:29:46: e' il caso ad esempio di una collana che si intitola Regine di Sangue che ha come protagonista delle figure femminili non soltanto medievali, che vengono raffigurate come crudelli e senza scrupoli disposte a qualunque cosa pur di mantenere il proprio potere.

00:30:02: È una chiave di lettura ovviamente negativa che traspare anche da quei titoli che sono stati tradotti in Italia.

00:30:08: Vi faccio qualche esempio.

00:30:09: Eleonora la leggenda nera che è dedicato ad uno dei personaggi più affascinanti del Medioevo e Eleonore d'Aquitania.

00:30:16: C'è poi quello invece dedicato alla regina dei franchi Fredegonda che nel sottotitolo diventa la regina sanguinaria.

00:30:24: O ancora Isabella, La Lupa di Francia, che riprende un titolo di quel ciclo di romanzi storici uscito negli anni settanta e influenzato qua in molti lettori i remaledetti di Maurice Drouon.

00:30:37: Negli stessi anni sono state pubblicate delle biografie affumetti di grandi personaggi storici per la collana Il Sonfé.

00:30:45: l'histoire hanno fatto la storia e alcuni titoli sono stati tradotti in italiano, come il volume dedicato a Carlo Magno, quello a Giovanna Darko e quello su Filippo Il Bello.

00:30:58: Questa collana però si differenzia rispetto agli altri fumetti che vi ho citato finora e ve lo mostro prendendo proprio ad esempio l'apertura del volume dedicado a Filippol Bello che è uscito un paio di anni dopo quello dedicato invece a sua figlia Isabella.

00:31:15: nella serie Regine Di Sangue.

00:31:18: Ad aprire entrambe le storie è la scena di un'esecuzione capitale.

00:31:24: Nel volume dedicato a Isabella vediamo hardere sul rogo Jacques de Molet, gran maestro dei Templari che maledice il re di Francia Filippo Ibello mentre il suo volto viene consumato dalle fiamme.

00:31:39: L'albo dedicato da Filippe si apre con un'altra immagine di un esecuzione E come lettori noi potremmo pensare in maniera quasi automatica di stare assistendo al roco di Jacques Desmolais.

00:31:53: Si fa portavoce di questo nostro dubbio un bambino che sta assistendo alla scena e che domanda a suo padre, Padre chi è quello?

00:32:03: Un templare?

00:32:04: E ottiene questa risposta!

00:32:07: Noi i Templari sono stati bruciati vivi.

00:32:10: lui è Angheran de Marigny.

00:32:14: Sarà lo stesso padre poi a spiegare al figlio che l'uomo che sta per essere impiccato è l'ex guardasi gilli di Filippo il Bello, condannato a morte per volontà del nuovore di Francia Luigi.

00:32:29: Quindi l'albo dedicato a Filippos si apre con la definitiva scomparsa di uno dei suoi più stretti collaboratori e non con la scena che rimasta più impressa nel nostro immaginario, una distruzione dell'ordine templare.

00:32:43: Questa scelta non è casuale perché, nella stesura di queste biografie affumetti hanno collaborato attivamente degli storici che hanno scelto di provare a cambiare la narrazione più diffusa relativa ai vari personaggi come nel caso del sovrano francese di Filippo il Bello limitando lo spazio dato alla distruzione dell'ordine templare, provenendo quindi un nuovo approccio alla sua figura.

00:33:10: L'idea è quella di fornire una biografia romanzata ma scientificamente attendibile di un personaggio storico e al termine di ogni volume c'è proprio un dossier scritto dagli istodici che hanno collaborato al volume, che offre tutte le informazioni utili per approfondire la conoscenza della figura a cui è dedicato il volume.

00:33:32: Quindi è proprio un esperimento interessante in cui si prova a coniugare intrattenimento ed divulgazione e che al tempo stesso prova anche a superare quelle che sono ormai delle letture stereotipate di vari personaggi storici.

00:33:48: L'intervento può venire anche sull'aspetto fisico di queste figure, avviene ad esempio con Carlo Magno che in questa serie di biografie vediamo raffigurato con dei lunghi e folti baffi ma senza barba.

00:34:02: Questo perché l'immagine del sovrano con la lunga barba è già sua volta una rielaborazione successiva in epoca medievale, in testi già come la Shansongerolà.

00:34:12: E così verrà raffigurato in molti ritratti di epoche successive.

00:34:16: In questo caso la scelta degli storici che hanno collaborato alla stesura dell'albo è stata quella di raffigurarlo come compare nelle fonti a lui contemporaneo, ad esempio nel denario conservato alla Bibliodeca Nacional de France dove vediamo Carlo raff figurato soltanto con i baffi senza barba.

00:34:38: E un caso simile è avvenuto anche in Italia con uno storico che ha sceneggiato una graphic novel di ambientazione medievale.

00:34:45: Si tratta di Renato Bordone che vi ho citato più volte nella prima puntata.

00:34:50: Nel duemila sei viene dato alle stampe il suo martino di loretto con i disegni di Luigi Piccatto che celebre preso ai albi di Dilan Dog.

00:35:00: Bordone, con quest'opera, ha realizzato quello che è probabilmente il sogno di chiunque si occupi di storia.

00:35:07: Provare a dare nuova vita ad donne uomini vissuti, sai quali fa?

00:35:12: Di cui in molti casi sono rimasti soltanto i nomi e farli muovere tra città paesaggi, campagne che ancora fanno parte della nostra vita quotidiana.

00:35:23: Nel suo caso Bordone ambienta la storia nel XIII secolo ad Asti in un momento di passaggio tra l'ascesa del comune e il declino dell'aristograzia.

00:35:32: Tra i protagonisti troviamo Ansaldo Di Canelli uno dei quei nomi che sono ancora presenti nei documenti medievali Un cavaliere costretto a vendere il suo castello al comune di Asti E accanto lui un personaggio di fantasia Martino di Loreto un rustico che diventa scugliero di ansaldo.

00:35:51: I due quindi si muovono ad asti nelle sue campagne e vediamo riprodotti in metà oli di piccato i principali monumenti della città, lo splendido complesso di San Pietro con la sua chiesa pianta circolare... O la cattedrale della citta per la quale lo stesso Bordone ha confessato un anacronismo volontario non approvata immaginare come l'edificio potesse apparire nel XIII secolo ma la riprodotta nella sua forma attuale per renderlo familiare ai lettori del fumento.

00:36:20: Non mancano poi riferimenti ai grandi personaggi dell'epoca, vediamo comparire nella storia anche Federico II oppure ci sono riferenti alla letteratura cortese con citazioni autentiche di poesie medievali che facevano parte della vita quotidiana della listocrazia medievale.

00:36:37: Citazioni che vengono riprese anche visivamente da piccato nei momenti di approfondimento storico.

00:36:44: nelle scene di corteggiamento amoroso.

00:36:46: I suoi disegni recalcano quelli di cele per i miniature medievali, dai ritratti di Federico II alle scene d'amore del Codex Manesse.

00:36:55: L'idea è quella di coinvolgere in maniera immersiva il lettore nelle tà medievale.

00:37:02: Negli ultimi anni in Italia ci sono stati esempi di fumetto storico che mescolano comunque al suo interno anche elementi fantastici.

00:37:12: È il caso di Nero Una serie di fumetti scritta da Matteo ed Emiliano Mamuccari, pubblicata a partire dal due mila ventuno che racconta le crociate dal punto di vista di un guerriero arabo.

00:37:25: Che si fa chiamare Nero per nascondere il suo vero nome.

00:37:31: La scelta degli autori quindi è stata quella di raccontare un momento della storia medievale che ancora oggi suscita di battito e discussione, facendolo però da un punto di vista diverso rispetto a quello classico occidentale.

00:37:50: Il fumetto ha un suo stile estremamente realistico.

00:37:53: nel disegno, però vengono recuperati anche vari elementi fantastici della tradizione della cultura araba.

00:38:01: L'idea di fondo è che in questo scontro di civiltà i protagonisti sia quelli arabi che quelli cristiani abbiano in fondo qualcosa in comune, una lotta contro i propri demoni e le proprie ossessioni.

00:38:17: E che quindi le differenze siano minori rispetto ai punti di contatto tra due culture da due mondi differenti.

00:38:27: Nel twenty-two invece uno dei più importanti fumettisti italiani GP ci ha condotto sulla strada della narrazione fantastica del Medioevo con il suo Aldo Brando.

00:38:43: Si tratta di una graphic novel che è nata in maniera particolare perché realtà, inizialmente, Aldo brando era una carta da gioco un gioco ideato dallo stesso GP bruti.

00:38:55: ecco questo è un altro degli spazi che può assumere una forma medievale quello del gioco come vedremo in uno delle prossime puntate del podcast.

00:39:05: e GP qui si occupa soltanto della sceneggiatura.

00:39:08: affidale immagini a Luigi Cretone, che è un disegnatore molto attivo in Francia proprio nell'ambito del fumetto storico.

00:39:15: Ha realizzato ad esempio un fumetto sulla vita di François Fillon, che purtroppo non è stato tradotto in Italia.

00:39:22: e qui il medioevo diventa quindi ispirazione.

00:39:25: È il modello del mondo dove vive Aldobrando, un giovane orfano ignaro del mondo, un anti-eroi per eccellenza che ha cresciuto da un vecchio ostregone o meglio da uno strego come viene chiamato nella storia.

00:39:39: Ma c'è un riferimento preciso a cui Gibi ha guardato per sua stessa missione, il medioevo Cialtronesco dell'armata Brancaleone, un altro riflesso delle tappe di evale.

00:39:49: Non mancano fatti della storia personaggi come Ser Genaro o Monte Capoleone delle due fontane, una figura che avrebbe potuto davvero far parte del film di Monicelli, che cambia identità seconda della convenienza personale.

00:40:03: Quello di Aldo Brando è alla fine Romanzo di Formazione che ci racconta la crescita e il cambiamento del protagonista.

00:40:11: È una storia positiva, che quindi secondo Giphi non poteva prendere forma nel mondo contemporaneo.

00:40:18: Era più adatta per un'epoca fantastica che somiglia al Medioevo.

00:40:25: Se il Medioevolo di Gipi prende ispirazione dall'armata Branca Leone quello di un altro grande artiste italiano Milo Manara è tratto da un romanzo... Il nome della rosa di Umberto Eco.

00:40:39: Il suo adattamento a fumetti esce in due volumi tra il twenty-three e il two-mila-venty-cinque, e presenta una chiave di lettura precisa.

00:40:47: La graphic novel è il romanzo di formazione di Azzo da Melk, il giovane monaco che accompagna Guglielmo da Baskerville… ma non solo!

00:40:57: Manara vuole allontanarsi dalle atmosfere del film di Jean Jacques Canot, di cui parleremo nella prossima puntata.

00:41:04: Non condivide quella lettura visivamente gotica del romanzo di Eco.

00:41:09: Manara non utilizza soltanto il Romanzo, ma anche gli schizzi preparatori di Eco che sono stati pubblicati per la prima volta qualche anno fa in una nuova edizione del Romanzio.

00:41:19: e qui vediamo l'esempio tra i modelli scelti da Eco per la sua biblioteca Castell Del Monte.

00:41:25: E Manara segue questa traccia modellando la sua Biblioteca sul castello, di cui riprende anche il portale d'ingresso.

00:41:33: Non è una scelta casuale.

00:41:36: Raccontama Nara che per lui Castel del Monte è uno scrigno enigmatico, contenente un segreto che non si può penetrare.

00:41:44: Qualcosa di sopranaturale ai suoi occhi quindi è perfetto per rendere il labirinto intellettuale della biblioteca d'Ieko e nutrire.

00:41:53: dirvi che anche questo modo di guardare a Castel Del Monte è a sua volta una rilettura contemporanea.

00:42:00: Si tratta di un monumento che è diventato molto più importante del nostro immaginario, di quanto probabilmente non lo fosse per lo stesso Federico II.

00:42:09: Altre tracce del Medioevo storico le troviamo nel disegno del portale della Chiesa della Bazzia e qui Manara cita dei capolavori della scultura medievale il Portale Reale della Catedrale di Chartre per raffigurare Cristo ed il Tetramorfo o quello di Sant'Fuat Kong per la raffiggurazione dell'Inferno dove tra l'arte rimescola le figure mostruose e medievali per adattarle alla vignetta contemporanea.

00:42:35: Manara vuole comunque trasmettere un'altra immagine di Medioevo, per lui è l'epoca della fantasia, una fantasia sfrenata che si manifesta anche nelle immagini e nell'arte dell'epoka.

00:42:47: Ecco allora che nel fumetto compaiono in marginalia le decorazioni fantastiche e spesso di contenuto o sceno che è possibile trovare nei manuscritti medievali.

00:42:57: Pieni di marginalia sono ad esempio i fogli del Salterio, a cui stavo lavorando Adelmo da Otranto.

00:43:03: La prima vittima tra i monaci della Bazzia E qui Manara ci mostra in una sorta di sintesi tutta una raccolta di immagini medievali che mescolano marginalia e miniature di secoli diversi.

00:43:17: Sono ovviamente immagine che colpiscono l'attenzione di un lettore contemporaneo per la loro stranezza, la loro oscenità, la sua assurdità.

00:43:26: E vedremo in una delle prossime puntate, come queste immagini medievali funzionino molto bene anche sulla rete dove ottengono un migliaia di like e ricondivisioni nel Medioevo Online.

00:43:40: Principesse Cavalieri Castelli Disegnare il Medioemo può sembrare semplice Basta tracciare al contorno delle torri di un castello.

00:43:50: e siamo già in un'epoca lontana.

00:43:54: Ma lo capiremo soltanto in un secondo momento se ci troviamo nel medioeva delle fiabe In quello gotico e oscuro o in quello storico attraversato da guerre e pestilenze.

00:44:06: Perché il medioevo che incontriamo non è mai uno solo, è un gioco di continui riflessi anche perché un disegno è a sua volta un'interpretazione della realtà.

00:44:19: È questo quello che accade anche nel ciclo paperingio.

00:44:22: Paperino e il suo scutiero ciccio si muovono in un mondo medievale dai contorni indefiniti.

00:44:27: In alcune storie ci troviamo nella dolce campagna di Francia In altre compare un cartello che indica la strada verso Paperópolis, che è ovviamente una versione mediovaleggiante della città dei Paperi.

00:44:38: In altre ancora i saraceni sbarcano a Portus del Fini l'antico nome di Portofino.

00:44:44: I confini temporali poi sono ancora più labili.

00:44:48: A partire dalla seconda storia del ciclo, Paperin Furioso, Paperino diventa ufficialmente un paladino alla Corte di Paperomagno.

00:44:56: Il riferimento è ovviemente Carlo Magno e dovremmo quindi trovarci tra l'Ottavo e il Nonosegolo.

00:45:01: In realtà, però già le opere medievali dedicate alle imprese di Carlo Magno come la Chanson de Roland sono l'iscrittura di epoca successiva.

00:45:11: E non è finita!

00:45:12: Le città e i castelli in cui si muovono Paperino e Ciccio ricordano quelli del Tardo Medioevo.

00:45:18: Gli stessi protagonisti sono invece disegnati come un'altra celebre coppia della letteratura Don Quixote e Sancho Panza….

00:45:26: …e come suggerisce tape?

00:45:27: E come suggesta il titolo della seconda storia del ciclo?

00:45:31: Papere infurioso.

00:45:33: Stiamo leggendo anche una parodia dell'Orlando furioso, un'opera del Cinquecento che a sua volta rielabbra il mondo della cavalleria medievale.

00:45:45: Ecco allora che il Medioevo che si compone davanti ai nostri occhi non è un'epoca ben definita.

00:45:51: Non è quello dei milliani di storia, è il risultato di continui riflessi, riletture che si influenzano avvicenda.

00:46:00: Un altro indefinito che però in qualche modo ci permette di dire, questa storia è ambientata nel Medioevo.

00:46:08: Sarà poi compito nostro però capire quale Medioemo stiamo guardando.

00:46:17: Io sono Alessio Innocenti e quello che avete ascoltato è Multimedio.

00:46:22: Evo il medio evo nei media contemporanei un podcast del Dipartimento di Storia, Cultura e Civiltà dell'Università di Bologna Alma Mater Studio Room realizzato nell'ambito del progetto print frame, framing medievalism.

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