03 - Guardare il Medioevo: cinema e serie tv
Show notes
Cavalieri, principesse, draghi.
Il cinema ha guardato più volte al Medioevo come fonte di ispirazione. Dai primi cortometraggi in bianco e nero, ai kolossal di Hollywood, fino ad arrivare alle serie tv contemporanee.
Che tipo di racconto viene fatto però dell’epoca medievale in questo tipo di produzioni? Stiamo davvero guardando il periodo storico che chiamiamo “Medioevo”?
In questa puntata di “Multimedioevo” scopriremo proprio come l’età medievale viene rappresentata nei film e nelle serie tv.
MULTIMEDIOEVO. Il Medioevo nei media contemporanei. È un podcast del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna - Alma Mater Studiorum, realizzato nell’ambito del progetto FRAME - Framing Medievalisms: Historiography, Cultural Heritage, Media Communication and Languages in Italy (1980-2022)
Per approfondire il progetto FRAME: https://www.progettoframe.it/
Bibliografia consigliata:
AA.VV. (2020), C’era una volta il Medioevo: sognato, immaginato, rappresentato, Gubbio: EFG.
Bartlett, R. (2022), The Middle Ages and the Movies: Eight Key Films, London: Reaktion Books.
Cardini, F., Facchini, R. e Iacono, D. (a cura di) (2021), Cinema e Medioevo, «Bianco e Nero», anno LXXXII, fasc. 600, maggio-agosto 2021, Roma: Edizioni del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Facchini, R. “Fenomenologia di Games of Thrones”, in AA.VV. C’era una volta il Medioevo: sognato, immaginato, rappresentato, Gubbio: EFG.
Fitzpatrick, K.A. (2019), Neomedievalism, Popular Culture, and the Academy: From Tolkien to Game of Thrones, Woodbridge: D.S. Brewer.
Harty, K.J. e Manning, S. (a cura di) (2024), Cinema Medievalia: New Essays on the Reel Middle Ages, Jefferson, NC: McFarland & Company.
Pugh, T. e Weisl, A.J. (2013), Medievalisms: Making the Past in the Present, London-New York: Routledge.
Roversi Monaco, F. (2020) “Principesse, regine, guerriere: da Uta ad Arya Stark”, in AA.VV. C’era una volta il Medioevo: sognato, immaginato, rappresentato, Gubbio: EFG.
Roversi Monaco, F. (2020), ‘“Damsel in distress”: Medioevo, medievalismo e ruoli di genere nella cultura audiovisiva contemporanea’, Bullettino dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 122, pp. 455–475.
Show transcript
00:00:00: Sir Ulrich von Liechtenstein è pronto per combattere.
00:00:06: Ha indossato l'armatura, i suoi scudieri gli porgono la lancia.
00:00:12: Deve colpire il suo avversario non solo per guadagnare onore e rispetto ma anche denaro e magari l'amore di una dama che lo osserva dagli espalti.
00:00:24: perché quella cui stiamo assistendo non è un vero combattimento, è una giostra.
00:00:30: Gli espaldi sono pieni di persone ai posti d'onore siedono i nobili.
00:00:37: Il lontananza.
00:00:37: intravediamo le torri di un castello, non sembrano esserci dubbi, siamo nel medioevo.
00:00:45: eppure in sottofondo sentiamo una musica che c'è subito familiare più che una musicha o ritmo.
00:00:54: La riconosciamo immediatamente è Will Will Rock You Day Queen ma non è una semplice colonna sonora.
00:01:04: Il pubblico della Giostra sta battendo le mani a tempo, canta e urla il ritornello.
00:01:11: Sembra di essere in uno stadio poco prima dell'inizio di una partita... Ma allora cosa stiamo guardando da?
00:01:22: Cellulri è uno dei personaggi che ci accompagneranno in questa puntata di Multimedio Evo dedicato all'età medievale raccontata nei film e nelle serie TV.
00:01:35: Io sono Alessio Innocenti e questo è Multimedia Evo.
00:01:39: Il Medioevo ne è media contemporanei.
00:01:42: Un podcast del Dipartimento di Storia a Cultura e Civiltà dell'Università di Bologna, Alma Mater Studio Room.
00:01:54: Giovanna d'Arco La Spada Magica Parsifal Francesca da Rimini Questi sono solo alcuni dei primi cortometraggi ambientati nel Medio Evo girati tra fine ottocento ed inizio novecento.
00:02:12: Siamo proprio agli albori della storia del cinema.
00:02:16: Infatti, se questa forma d'arte nasce anche come un'esperienza capace di trasportare lo spettatore in una dimensione diversa dal quotidiano quale altrove può funzionare meglio?
00:02:29: nel medio evo?
00:02:31: Vicito un numero per farvi comprendere le dimensioni del fenomeno.
00:02:38: Questi sono i film di ambientazione medievale girati dal eighteencentonovantacinque al duemila dieciassette e schedati su cinema in medioevo, un portale aggiornato fino a pochi mesi prima della sua scomparza dal suo ideatore Raffaelle Licini.
00:02:57: A questo lavoro di schedatura si aggiunge quello effettuato da Olga Kalashnikova nell'ambito del progetto Frame.
00:03:05: sono state censite più di trecento opere audiovisive prodotte in Italia dal milne novecentottanta a oggi, tra film serie tv documentarie.
00:03:17: Un censimento che ci offre una fotografia di quella che è la presenza del Medioevo in Italia sul piccolo e grande schermo.
00:03:26: Una presenza costante che si declina in forme diverse e che ha poi delle sue caratteristiche uniche.
00:03:34: Ecco, questi numeri ci fanno capire la fortuna del rapporto tra cinema ed età medievale.
00:03:40: In questa puntata vi mostrerò qualche esempio di come proprio il cinema ha modellato il nostro immaginario relativo al Medioevo.
00:03:48: L'argomento ovviamente è bastissimo.
00:03:50: Quelli che vindico sono solo alcuni esempi di pellicule che ormai sono diventati dei classici del genere insieme poi a produzioni più recenti che ci aiutano a capire come viene raccontato il Medio Evo oggi.
00:04:04: E in realtà se ci pensate non è neanche così facile definire che cos'è un film medievale, il medievalo infatti viene rielaborato continuamente tramite il cinema e si crea quindi una sorta di corto circuito.
00:04:19: Il cinema influenza il nostro modo d'immaginare l'epoca medievala e quindi noi spettatori di volta in volta ci aspettiamo di vedere quei elementi sullo schermo che identifichiamo come medievali.
00:04:33: È come se ogni volta davanti alla macchina da presa venisse posto un filtro medioevo che può assumere però varie gradazioni.
00:04:44: Provate a immaginare questa scena, siamo in un set cinematografico.
00:04:49: ci sono degli attori sorridenti vestiti con costumi storici dai colori brillanti che si muovono in una città medievale colorata e luminosa.
00:04:59: poi però un aiuto regista chiede di applicare il filtro medievale.
00:05:05: Ecco allora che un tecnico si presenta con un secchio di fango e delle torce, la scena iniziale si trasforma.
00:05:13: La città diventa completamente grigia Gli attori indossano dei abiti dai colori spenti e sporchi di fanno L'unico elemento di luce è dato dalle torci a pesa agli edifici.
00:05:25: Quello che vi ho appena descritto è in realtà un meme che è diventato virale online che secondo me spiega benissimo la funzione di questo filtro medioevo.
00:05:36: Elementi come i colori freddi, l'ambientazione invernale e i toni scuri della fotografia contribuiscono a creare un medioeva cinematografico nel quale semano assenti le giornate di sole.
00:05:48: Questi elementi tornano continuamente in diversi film perché sono quelli che ormai il pubblico si aspetta di vedere in un lungometraggio di ambientazione medievale E proprio per questo vengono percepiti come elementi autentici.
00:06:27: perché la domanda di fondo rimane una.
00:06:29: Esiste davvero il medioevo autentico che stiamo cercando.
00:06:35: Torniamo allora al nostro cavaliere, Sir Ulrich von Liechtenstein.
00:06:40: Lo abbiamo lasciato sul punto di combattere in un'aggiostra medievale su le note di We Will Rock You by Queen.
00:06:48: La canzone però non la sentiamo soltanto noi spettatori.
00:06:52: I personaggi stessi del film infatti cominciano a battere le mani a tempo e accantare il brano.
00:07:00: Quella che vi ho descritto è una delle scene che apre il destino di un cavaliere, un film del due milauno diretto da Brian Helgeland.
00:07:10: Quello che stiamo osservando è un anacronismo evidente che però ha una funzione specifica.
00:07:16: Quell'è che stia vedendo infatti non è tanto una giostra medievale quanto l'inizio di una partita di football americano o di basket accompagnata da una canzone che è un vero e proprio innodastadio.
00:07:28: viene creato quindi un punto di contatto quasi emotivo tra il medioevo ed il pubblico.
00:07:35: ovviamente una scelta simile preclude una ricostruzione autentica dell'epoca medievale ma non era quello l'obiettivo del regista.
00:07:44: Il suo scopo era raccontare una storia che parlasse di gioventù e identità.
00:07:50: Quindi il cavaliere interpretato da Heath Ledger non è tanto un cavaliere medievale, è un giovane in cerca del proprio posto nel mondo con cui possono identificarsi i suoi contemporanei.
00:08:04: E la figura del Cavaliere è quella che è stata rielaborata più volte nel corso della storia del cinema Dando vita poi adesiti anche totalmente opposti.
00:08:16: Pensate ai protagonisti di due classici della storia del cinema.
00:08:21: Antonius Block, il cavaliere protagonista dei Settimo Sigillo.
00:08:27: d'Ingmar Bergman uscito nel Il protagonista dell'armata Brancaleone, il film di Mario Monicelli uscito invece nel milenovecentosessantasei.
00:08:43: Nel film di Bergman il cavaliere vive una crisi esistenziale dopo il suo ritorno da una crociata.
00:08:51: Si confronta continuamente con la morte che prova ad allontanare sfidandola a una partita scacchi.
00:08:58: Brancalione invece è un nobile decaduto che vive una serie di avventure insieme a un gruppo improbabile di compagni di viaggio, ma si rivela poi essere un personaggio comico e dissacrante.
00:09:09: Il cavaliere di Bergman è un personage dai turbamenti esistenziali novecenteschi.
00:09:16: Viene però inserito in un contesto medievale che è ricco di citazioni storiche come proprio la celebre partita a scacchi con la morte che Bergman aveva visto raffigurata in una fresco quattrocentesco o in una chiesa svedese o come nel caso della Danza Macabra che è un'altra iconografia macabra a Medievale, che vediamo proprio alla fine del film.
00:09:37: Per Monicelli invece Branca Leone era una opportunità di ridicolizzare tutta l'epica cavalleresca che ha i suoi occhi.
00:09:45: partiva fin dalle opere medievali di Cretienne de Troas per arrivare poi alle pellicole olivudiane.
00:09:52: Il suo è un medioevo alternativo e cialtronesco E l'aspetto comico è alimentato dalla lingua parlata dai personaggi, un volgar italiano che prende in prestito termini da Iacopone da Todi e da San Francesco oltre che dai vari dialetti italiani.
00:10:11: Ma la armata Brancaleone è anche uno dei primi esempi di film comici ambientati nell'età medievale una comicità dissagrante che influenzerà molti dei film ambientati nel Medioevo girati nei decenni successivi.
00:10:24: A queste pellicole si deve una rilettura leggera e ironica dell'epoca medievale, ma anche in queste rilitture ci sono casi di film d'autore in cui si rinterpreta l'epocca medievala come un periodo più libero e tollerante rispetto al presente.
00:10:41: È il Medio Evo ad esempio che viene raccontato da Pasolini nella sua trilogia di film usciti nella prima metà degli anni settanta.
00:10:48: Per lui il Decameron, i racconti di Canterbury le mille una notte diventano fonte d'ispirazione per raccontare e celebrare un rapporto con il corpo in generale e con il sesso non ancora represso dalla morale borghese contemporanea.
00:11:06: Il successo è anche lo scandalo provocato dai film di Pasolini, darà poi vita proprio ad un filone di film ispirati al Decameroni a Boccaccio quel genere che oggi ha chiamato il Decamerotico.
00:11:19: E continua poi tutto un filone di film comici, di ambientazione medievale girati nei decenni successivi che ovviamente non hanno spesso né pretese artistiche.
00:11:29: ne hanno l'ambizione di ricostruire il medioevo in maniera autentica.
00:11:34: però si tratta di pellicole che non possiamo ignorare perché hanno raggiunto un pubblico molto vasto sono riuscite a influenzare il nostro immaginario e spesso hanno contribuito a rafforzare degli stereotipi sull'età medievale.
00:11:48: Vi cite un esempio, nel film del one thousand nine hundred eighty-six Superfantozzi vediamo il personaggio interpretato da paulo villaggio che viene trasportato in varie epoche storiche.
00:12:02: Il blocco dedicato al medioevo si apre con un fantozzi che torna dalle crociate in completa astinenza sessuale.
00:12:10: vorrebbe calmare la sua sete con la mogliepina ma si scontra il caso di dirlo proprio fisicamente con la sua cintura di castità, di cui ha però perso la chiave.
00:12:21: Dravà ricorrere quindi all'aiuto del fabbro Filinus per risolvere il problema.
00:12:27: L'esistenza della cintua di castità è uno dei tanti stereotipi negativi che caratterizzano il medioevo.
00:12:34: Anche in questo caso si tratta una rilettura d'epoca successiva di uno strumento che non è mai davvero esistito nel modo in cui lo immaginiamo adesso... Però, presupporre la sua esistenza reale permette ad esempio una scena come quella del film di Fantozzi di funzionare.
00:12:52: Ed è un tema che billaggio tra l'altro aveva già trattato nella canzone che aveva scritto con Fabrizio de André dedicata alle avventure amorose di Carlo Martello.
00:13:02: Ecco quindi come un film che non ha nessuna pretesa di ricostruire in maniera autentica le tamme di Evale può però contribuire a rafforzare alcuni stereotipi negativi.
00:13:17: Il Medioevo Cavalleresco, che era il bersaio della satira del film di Monicelli, era anche quello di Hollywood e in questo caso i cavalieri per eccellenza sono quelli della tavola rotonda, protagonisti di numerose pellicole... Che spesso provevano come riferimento il medioeva arturiano ottocentesco, quello dei pre-Raffae-Liti ed i Walter Scott, per intenderci!
00:13:40: C'è una trilogia di film girata negli anni cinquanta che è emblematica da questo punto di vista.
00:13:46: Il regista è sempre lo stesso Richard Thorpe, così come l'attore protagonista Robert Taylor.
00:13:52: Nel giro di pochi anni vengono girati Ivanot i cavalieri della tavola rotunda e l'arcere del re.
00:13:59: Si tratta di tre film d'ambientazione medievale ma in realtà due su tre, Ivanot ed l'arcere del re sono adattamenti di opere di Walter Scott.
00:14:10: Sulla schermo, però questi tre film si somigliano tutti visivamente.
00:14:15: Vediamo riprodotta un'epoca medievale indistinta che però somiglia più al basso Medioevo caratterizzata da cavalieri in perenne combattimento.
00:14:24: I loro abiti e le loro armature non sono frutto di ricostruzioni storiche ma servono soltanto a far visualizzare al pubblico quel Medioev o Fiabesco che gli è più familiare.
00:14:35: E ovviamente tra i cavalieri della tavola rotonda è Arthur, che ha un po' l'emblema dei tanti volti che un cavaliere poteva assumere al cinema.
00:14:45: In America era diventato popolare negli anni sessanta del novecento grazie a un musical diventando poi film-camelot.
00:14:53: Ma nei decenni successivi ci sono state letture d'autore del ciclo arturiano come il lancillotto e i ginevra di Luc Besson.
00:15:00: Interpretazioni comiche come quello del gruppo inglese de Monty Python.
00:15:05: Interpretazioni originali e fantastiche come l'ex Calibur di John Boorman del one mille novecento ottantuno.
00:15:12: Non sono poi mancati anche dei ritorni alle antiche rivetture olivudiane, come nel caso del primo cavaliere un film degli anni novanta che vede Sean Conneri vestire i panni di un anziano Arthur mentre Lancillotto è interpretato da Richard Gheer.
00:15:27: A gli inizi degli anni duemila c'è poi stato un modo di raccontare il mito arturiano in maniera differente.
00:15:34: Accade in King Arthur di Antoine Foucault.
00:15:38: Il film si basa su un'idea precisa, non si vuole raccontare il mito di Arthur quanto la sua storia.
00:15:46: Il filme infatti parte da un ipote e si rivediamo già fin dai titoli di testa.
00:15:50: Arthur potrebbe essere stato un personaggio reale, un comandante vissuto nel V secolo durante i cosiddetti Dark Ages.
00:15:59: E allora cambia tutto il modo di raffigurare Arthur e il suo mondo I cavalieri della tavola rotonda diventano guerrieri sarmati.
00:16:08: Arthur diventa Arthorius, Merlino non è più un mago quanto capotribale e Ginebra stessa viene raffigurata come una guerriera.
00:16:19: L'obiettivo quindi era chiaro – collocare Arthur nel periodo storico in cui potrebbe essere vissuto.
00:16:26: E questa operazione di storicizzazione del mito arturiano non aveva convinto.
00:16:32: la critica dell'epoca.
00:16:33: Addirà poi anche lì dell'attendibilità e della autenticità del contesto storico ricostruito, il problema di fondo che era stato messo in discussione un modello, quello dell'emmito arturiano, che il cinema stesso aveva alimentato nei decenni precedenti.
00:16:51: Non sono mancate però negli ultimi anni anche degli esempi di riletture evocative simboliche dell'intero mondo arturiano.
00:16:59: È il caso di The Green Night di David Lowery uscito nel twenty-one.
00:17:06: Il film è un adattamento di un poema medievale, Sir Gawain e il Cavaliere Verde.
00:17:12: E a livello narrativo la pellicola ci viene proposta proprio come una serie di quadri visivi che si susseguono uno dopo l'altro.
00:17:20: Il tema è quello del viaggio interiore simbolico e onirico di Gawane... ...e la stessa corte di Kamelot perde qualsiasi sfarzo e ricchezza.
00:17:32: La vediamo all'inizio del film, nel giorno di Natale.
00:17:36: Camelotte spoia e boglia.
00:17:38: la tavola rotonda è ospitata in una grande sala dalle luci soffuse.
00:17:44: Artue e Ginevra non vengono mai chiamati per nome ma li riconosciamo subito, raffigurati quasi come due icone bizantine.
00:17:53: Entrambi sono invecchiati mentre Gawain è nel pieno della sua gioventù e in questo scenario quasi decadente fa la sua improvvisa apparizione il misterioso Cavaliere Verde attraversando un arco gotico.
00:18:08: Il suo aspetto è oscuro e mostruoso, eppure propone una sorta di gioco.
00:18:13: sfida a un cavaliere a colpirlo con un colpo d'ascia ma ha una condizione lo sfidante dovrà ricevere lo stesso colpo un anno dopo presso la cappella verde.
00:18:24: L'unico ad accettare la sfida sarà Gawain, e da qui avrà inizio il suo viaggio tra sogno e realtà.
00:18:31: E in questa rilettura del mondo arturiano si intravedono le inquietudini dell'uomo contemporaneo.
00:18:38: Ecco quindi che Camelot nel suo mondo diventa uno specchio della fragilità di un cavaliere in cerca della propria identità….
00:18:49: Il Medioevo cavalleresco di Hollywood era un riflesso di quello ottocentesco dei pre raffailliti, ma non era quella l'unica fonte d'ispirazione.
00:19:00: Le atmosfere fiabbesche richiamavano anche quelle del medioeve o sognato da Walt Disney.
00:19:08: Con i suoi lungometraggi infatti disney aveva saldato ormai definitivamente il legame tra fiaba e medioevo fin dal suo primo progetto biancaneve e i sette nani, la sua fiaba preferita che non è una storia ambientata nel Medioevo.
00:19:24: Eppure fin dalle prime immagini del film entriamo in un mondo che percepiamo come medievale.
00:19:30: Pensate alle prime scene c'è uno manoscritto ominiato con dei caratteri gotici, un castello arroccato su una rupe ed ad abitare il castello c'ha lei Grimild.
00:19:42: Anche il suo volto è un riflesso di Medioev.
00:19:45: Tra i suoi modelli infatti c'è una scultura medievale, il ritratto diuta di Ballensted.
00:19:51: Queste non sono scelte casuali, Disney e sue collaboratori guardano al mondo ottocentesco delle fiabe illustrate, di cui abbiamo parlato nella puntata precedente.
00:20:02: E già con Bianca Neve uscito nel viene definito quello che è una sorta di meccanismo d'ingresso in un mondo fiabesco e magico, che riprende proprio le prime pagine dei volumi di fiabe illustrati ottocenteschi.
00:20:17: Ed è qualcosa che troviamo anche nei film più recenti.
00:20:20: pensate alla saga di Harry Potter.
00:20:24: Hogwarts è stata affondata nel Medio Evo ed quando Harry e i suoi amici arrivano per la prima volta alla scuola di magia, la vedono comparire proprio in questo modo... Hogwarts è un castello medievale, un luogo dove la magia è possibile e reale.
00:20:40: Con l'uscita della bella dormentata nel con l'uscita dell'abbelle adormentata nel città del vero stagionale, in questo caso non si guarda più soltanto ai libri illustrati del XIX secolo ma direttamente alle opere d'arte medievali.
00:20:55: Il riferimento principale è uno dei piacelebri manuscritti del Tardo Medioevo, le tre Richard di Jean de Berrie un libro d'ore miniatto dai fratelli Limbur, agli inizi del XV secolo.
00:21:08: Ma l'ambientazione medievale non è soltanto una suggestione visiva.
00:21:12: In una scena del film il principe Filippo litica con suo padre perché vuole sposare una contadina.
00:21:18: Per il re è inacettabile.
00:21:20: ed ecco allora che il principe non può che esclamare Padre tu sei troppo all'antica.
00:21:25: siamo nel XIV secolo.
00:21:28: Ecco quindi che una fiaba senza tempo riceve una collocazione temporale precisa.
00:21:34: Siamo nel pieno medioevo e nella bella addormentata compare un altro simbolo di quello che è l'universo Disney, il castello!
00:21:44: Un castello che però non guarda a quelli medievali quanto a quegli fiabeschi fatti costruire da Ludwig di Baviera nella seconda metà dell'Ottocento.
00:21:54: Castelli che diventeranno anche reali, perché Disney li vorrà all'interno dei suoi parchi a tema.
00:22:03: Negli ultimi anni di vita di Disney il Medievo tornerà a protagonista di un altro celebre lungometraggio la Spada nella roccia.
00:22:11: In questo caso però al punto di contatto con il mondo arturiano è una rilettura novecentesca quella dei romanzi di T H White un autore statunitense che aveva riscritto la vicenda arturiana nel suo ciclo di libri re in eterno.
00:22:27: È a lui che dobbiamo la figura di Merlino accompagnato dal suo gufo anacletto, un merlino totalmente differente da quella figura a metà tra il sacro e il demoniaco a cui erano abituati donne uomini in età medievale.
00:22:43: E Merlina poi diventa un personaggio che critica gli aspetti principali della vita cavalleresca medievala.
00:22:49: propone infatti un modello alternativo basato sull'istruzione.
00:22:53: Il suo obiettivo è preparare semola al governo del regno e vuole che il suo allievo passi più tempo sui libri, che a combattere.
00:23:02: Qualche anno dopo, dopo la morte di Disney uscirà un altro film a tema medievale, Robin Hood, che non è soltanto il racconto di una delle più celebre figure dell'immaginario medievali ma il suo aspetto di volte ha sua volta tratto dal Medioevo.
00:23:17: Ricchiamo a un'altra figura letteraria medievale, Renar la Volpe.
00:23:22: A qui doveva essere proprio dedicato a un film a parte però visto che nelle fonti era un personaggio emblema dell'imbroiglione di quello che non rispetta giuramenti e promesse, era blasfemo e profanatore.
00:23:34: ci si rende conto che non può essere scelto come protagonista di un film Disney.
00:23:39: Il suo aspetto però viene recuperato per dare volto a Robin Hood scegliendo in questo caso poi dare a tutti i personaggi una forma animale, come avviene nelle favole.
00:23:51: E negli anni ottanta il medioevo stava per costare caro alla Disney.
00:23:56: L'uscita infatti di Taron e l'Apento La Magica nel nineteencentotattacinque fu un insuccesso di critica ed di botteghino.
00:24:05: questo perché si trattava di una storia dark fantasy con dettagli molto macabrie e cruenti.
00:24:11: Il film è in realtà un adattamento dei romanzi di Lloyd Alexander Le cronache di Pridane, un fantasi per ragazzi che era uscito negli anni sessanta e che era ispirato a una raccolta di antichi testi gallesi alto-medievali il Mabinogion.
00:24:28: Il protagonista della storia appunto è Taron, un orfano che lavore in una fattoria ma che sognate di diventare un eroe.
00:24:35: E per farvi capire il tono macabro del film l'antagonista è Rek Cornelius Un personaggio che ha un cranio scarnificato da cui fuoriescono due corna e ha diabolici occhi rossi, e che vuole trovare l'appento la magica per dare vita a un esercito di non morti.
00:24:52: Potete intuire come si trattasse di una storia poco adatta al classico pubblico Disney.
00:24:59: Queste ambientazioni gotiche anche se molto meno macabre torneranno in un altro film uscito nel nineteen cento noventa sei il gobo di Notre Dame.
00:25:09: è un adattamento del romanzo di Victor Hugo che mette al centro del racconto anche a livello visivo la cattedrale, che viene riprodotta dai artisti Disney ovviamente modellandola sull'edificio restaurato nel XIX secolo.
00:25:24: Nella versione di Disney ha quasi modo il gobo dall'aspetto mostruoso si oppone il vero mostro e il giudice frollo.
00:25:32: ma un ruolo importante nei racconti assumono anche i gargoyle che prendono vita quando sono soli con quasi modo Gargoyle che a loro volta ovviamente richiamano quelli ottocenteschi ideati per Notre Dame dall'architetto Eugen Violet Le Duc.
00:25:47: Tutto l'Universo Disney è stato messo ironicamente in crisi agli inizi degli anni duemila da una nuova saga, quella di Shrek.
00:25:55: In questi film si prendono in giro tutte quelle fiabe allietofine raccontate dai film Disney.
00:26:01: Si invertoni ruoli Il protagonista positivo è un orco Quello cattivo e negativo è il Principe Azur.
00:26:08: Fiona è una principessa che però ha le sembianze di un'orchessa.
00:26:12: E in questi film, Fiaba e Medioevo si mescono anulteriormente perché accanto ai personaggi delle principali Fiabe compaiano anche Arthur e Merlino.
00:26:21: Personaggi medievali quindi... Che però sono parte dell'universo fiabbesco di Shrek.
00:26:27: Però negli ultimi decenni anche la stessa Disney ha cambiato il modo in cui vengono raccontate le storie ai personagi.
00:26:35: Il Medioevo è tornato ad essere l'ambientazione di un film nel due mila dodici con The Brave, Ribelle ambientata nella scozia medievale.
00:26:44: La protagonista è Merilda una giovane principessa che rifiuta a un matrimonio combinato provocando però così la trasformazione di sua madre in un orso tramite l'intervento di una strega.
00:26:56: La scozia medievala che viene raffigurata non ha accuratezza storica però nel racconto c'è un cambiamento importante.
00:27:03: Merilde è una figura femminile e attiva, che si ribella al destino che altri avevano scritto per lei.
00:27:10: E dai linea con quel cambiamento disignificato delle figure, nelle principesse degli ultimi decenni come sottolineato da Francesca Roversi Monaco.
00:27:21: Negli ultimi anni però mi era considerata autentica un'età medievale che si dimostra sempre più realistica e violenta... ...e tutto questo è dovuto a una serie tv Game of Thrones, il trono di spade.
00:27:38: Questa serie è andata in onda i notto stagioni tra il due mila ondici e il duemila dieci al nove ed è tratta dai romanzi di George R.R.
00:27:48: Martin.
00:27:49: È ambientata in un mondo fantastico.
00:27:52: non siamo nel medioevo storico siamo a Westeros un continente immaginario.
00:27:59: eppure molto di quello che vediamo come Le guerre dinastiche, i casati nobiliari con i loro stemmi eraldici, i castelli e le fortezze rimandano all'Europa a Tardo Medievale.
00:28:12: A parte i draghi ovviamente... oppure no!
00:28:16: Lo abbiamo visto nella puntata precedente come il Drago sia di fondo una sorta di simbolo dell'età medievale, con una differenza importante.
00:28:25: Se per donne e uomini del Medioevo il drago era un animale reale, per noi contemporanei vedere sullo schermo un drago significa automaticamente che quella che stiamo guardando è una storia che ha un'ambientazione fantastica.
00:28:42: I legami con il medioeva poi vengono rivendicati dallo stesso Martin.
00:28:47: Il suo modello principale è la storia europea in particolare la guerra delle due rose Ma anche un ciclo di romanzi storici dedicato ai rei di Francia, i remaledetti di Maurice Drouot che lui stesso define l'originale trono di spade.
00:29:03: Ma Martin ne è andato anche oltre difendendo la curatezza storica della sua serie di romansi e lo ha fatto per difendersi da quelle che sono le accuse più frequenti che gli sono state rivolte, l'onnipresenza della violenza ed del sesso che spesso non hanno una motivazione narrativa necessaria.
00:29:22: Secondo Martin, però il Medio-Evo non è quelle taffi a besca raccontata dai film di Walt Disney.
00:29:28: Era un'epoca dominata dalla violenza da battaglie brutali, tradimenti continui, esecuzioni e uccisioni improvvise... Il trono di spade diventa autenticamente medievale perché riflette questo aspetto del Medio Evo.
00:29:44: Però siamo di fronte ad un altro filtro Più racconto e violento più ci sembra autentico.
00:29:51: è un medioevo gritty come lo definiscono gli studiosi anglosassoni, termine che potremmo rendere con crudo realistico.
00:30:01: E in questo passaggio dal medioeVO Disney al medioeVo del Tron di Spade abbiamo un personaggio in cui si possono identificare gli spettatori della serie, come esattorino nel suo articolo Riccardo Facchini Sansa Stark.
00:30:16: Sansa è una nobile dama che cresce ascoltando le geste dei cavalieri e aspetta di vivere la sua vita da fiaba, ma dovrà scontrarsi poi con la dura realtà della vita di corte.
00:30:28: Piena di intrighi, tradimenti, violenza….
00:30:31: Come la stessa Sansa affermerà nella serie non ci sono eroi.
00:30:35: Nella vita sono i mostri a vincere.
00:30:40: C'è poi un ulteriore aspetto da considerare.
00:30:43: Nel momento in cui i libri diventano serie tv Il mondo fantastico di Martin assume forme medievali.
00:30:52: Ogni casata ha un suo castello di riferimento e non mancano proprio ambientazioni realmente medievali, l'alcasar di Sevilla uno dei più celebri esempi dell'architettura moresca medievale in Spagna diventa nella serie la sede della famiglia Martell oppure la città vecchia di Dubrovnik, in Croazia che con il suo centro storico medievale si trasforma nella capitale di Westeros a Proto del Re.
00:31:22: Anche se ci sono dei riferimenti al Medioevo cambia completamente la concezione del fantastico e uno dei più importanti ciclifantasii di tutto il novecento... Il Signore degli Anelli.
00:31:37: Anche in questo caso non ci troviamo nel Medioevo storico, ma siamo in un mondo completamente immaginario.
00:31:44: La Terra di Mezzo, ideata e raccontata da John Ronald Ruel Tolkien.
00:31:52: Tolkien ha una formazione completamente diversa di spettacola di Martin, è un professore universitario.
00:31:58: conosce il medioebo, in particolare quello letterario che inevitabilmente compare in filigrana nelle sue opere.
00:32:06: Non solo, in Martin il fantastico è violento e crudo perché è autentico.
00:32:13: In Tolkien il Fantastico assume invece dei caratteri mitici ed epici.
00:32:20: E quando Peter Jackson negli anni novanta vuole provare a realizzare una trasposizione cinematografica della trilogia vuole mantenere questo aspetto e al tempo stesso non vuole realizzar qualcosa di simile ai film fantasy degli anni ottanta.
00:32:37: Jackson, infatti, vuole comunque mantenere una forma di realismo.
00:32:41: E uno degli esempi a cui guarda per sua stessa missione è Braveheart il film di Mel Gibson.
00:32:46: e questo è un elemento interessante perché Braveheart è effettivamente un film ambientato nel medioevo storico che racconta la vicenda dell'eroe scozzese William Wallace.
00:32:57: però è anche un film che è celebre per i suoi anacronismi e per il modo in cui rielabora fatti e personaggi realmente esistiti.
00:33:06: Eppure viene citato spesso come riferimento quando si parla di pellicole, di ambientazione storica.
00:33:14: Però ecco l'idea di Jackson era che lo spettatore doveva vedere nei suoi film qualcosa che era realmente accaduto ma in un'epoca lontana e mitica.
00:33:26: I luoghi della terra di mezzo però devono essere costruiti da zero e prevo la complessità delle scene del mondo ideato da Tolkien, era stato quell'elemento che per decenni aveva precluso ogni possibilità di realizzare una versione cinematografica della trilogia.
00:33:43: Un precedente in realtà c'era... Era la versione animata realizzata da Ralph Bakshi nel l'anno insettante, che prevedeva la realizzazione di due film ma poi il progetto verrà abbandonato quindi ne è stato realizzato uno soltanto.
00:34:00: Di fronte comunque a questa che era una grande sfida, Jackson prende una decisione.
00:34:05: Innanzitutto raccoglie tutte le opere visive che erano state realizzate dalla pubblicazione della trilogia in poi per avere intanto un punto di partenza e chiede poi che a collaborare al progetto vengano chiamati proprio due artisti che avevano illustrato più volte le opre di Tolkien Alan Lee e John Howe.
00:34:26: Lì in particolare aveva realizzato una serie di dipinti ispirati al Signore degli Anelli per il centenario della nascita di Tolkien.
00:34:33: E come artista, li aveva anche illustrato libri di fiabe guardando molto ai pre-Raffaelliti e a quel medioevo idealizzato e sognante che caratterizza le loro opere.
00:34:44: Se ci pensate in questo è molto simile agli artisti di cui abbiamo parlato nella precedente puntata del podcast….
00:34:51: Fiabe, pre raffelliti e revival celtico sono gli elementi che ad esempio vengono rimodellati per disegnare una delle popolazioni più importanti della terra di mezzo.
00:35:02: Quella degli Elfi!
00:35:04: I disegni di Lee e Howe sono quindi da tramutare in realtà ma le riprese si svolgono in Nova Zelanda….
00:35:12: E Jackson ha un'altra idea... Vuole immaginare che lui e i suoi collaboratori si siano imbattuti davvero nei luoghi ormai dimenticati, dove si sono svolti gli eventi narrati da Tolkien.
00:35:26: Ecco allora a prendere forma alla contea degli Hobbit un luogo luminoso e fiabesco che ricorda molto la campagna inglese.
00:35:35: all'opposto Baradur La Fortezza di Sauron è una gigantesca costruzione oscura che richiama un'architettura gotica deformata in minacciosa.
00:35:46: Minas Tirith, la grande città del regno di Gondor, ricorda invece un luogo reale e medievale, quella bazzia che grazie alle marei si trasforma in un'isola che è Monsam Michelle, in Normandia.
00:36:02: E Gran Burrone o Reame Elfico mescolano elementi dell'architetatura gotica con suggestioni più moderne tra Pre-Raffae-Liti e Liberty.
00:36:13: L'ispirazione medievale poi è presente anche negli abiti, nelle armi, nelle tecniche da sedio.
00:36:19: Tutto nella visione di Jackson doveva avere un fondo di realtà... Una realtà che viene cercata proprio nelle testimonianze del medioevo storico e si trasforma in epica.
00:36:34: Se pensiamo però al filtro medioeVO crudo e violento ci sono dei protagonisti che spiccano sugli altri nella storia del cinema I Vikingi.
00:36:46: Provate a raffigurarvi grandi navigatori, guerrieri feroci spietati nelle loro razzie in giro per l'Europa.
00:36:54: È un'immagine immediata e ben definita che però è al tempo stesso distorta.
00:37:01: A partire dal termine stesso vikingi.
00:37:04: Noi con questa parola pensiamo di indicare un intero popolo vissuto nella Scandinavia medievale ma in realtà nelle fonti il termine vikingo indica soltanto i pirati.
00:37:17: E in più nel nord Europa c'erano popolazioni diverse per cui riguarda la loro storia, la loro cultura e la stessa lingua.
00:37:24: Ecco allora che il termino più corretto da utilizzare per indicare questo complesso mondo culturale sarebbe noreno!
00:37:33: Però i vikings hanno avuto un enorme fortuna nel nostro immaginario... E anche in questo caso tutto nasce nell'Ottocento.
00:37:41: È il secolo in cui vengono riscoperte le sacche nordiche, le mitologie germaniche e le tradizioni del Nord... ...e prende forma un modello ben preciso!
00:37:52: Il Vikingo che è simbolo di forza ma anche di libertà, d'identità.
00:37:59: Siamo poi nel secolo in cui Richard Wagner scrive le sue grandi opere liriche, e proprio ai costumi di queste opere pensate ad esempio al ciclo dell'anello dei nibbelunghi.
00:38:11: Dobbiamo l'elemento più iconico e meno storicamente attendibile legato ai vikingi, l'elmo con le corna.
00:38:20: Noi non ne abbiamo attestazioni archeologiche però è un elemento che è talmente entrato nel nostro immaginario collettivo, che identifica immediatamente i vikingi.
00:38:31: È diventato quindi uno stereotipo, è stato un elemento per decenni sempre presente nei film sui vikings mentre ultimamente si sta facendo più attenzione ad evitare quello che viene percepito proprio ormai come uno stereiotipo.
00:38:46: il cinema poi sia spesso soffermando proprio sull'aspetto più brutale e violento dei vikinghi.
00:38:52: Vale ad esempio per quello che è il primo grande esempio olivudiano, e film The Vikings uscito nel l'anno.
00:39:00: Oltre all'elemento violento poi i Vikingi assumevano anche un'ulteriore caratterizzazione negativa.
00:39:07: Erano infatti pagani in un costante scontro con la civiltà cristiana europea.
00:39:15: E questa è un'alta delle chiavi di lettura che ha cambiata negli ultimi decenni, grazie anche al successo enorme di alcune serie TV come Vikings.
00:39:25: A scrivere la serie è Michael Hurst, sceneggiatore britannico che era già stato autore dei due film dedicati a Elisabetta prima e la serie dedicata ai Tudors che racconta proprio il regno di Enrico Ottavo.
00:39:40: Hurst ha insistito moltissimo sulla autenticità del suo racconto relativo al mondo Viki.
00:39:47: Infatti, ha preso volutamente le distanze dal mondo fantasy sottolineando come ogni personaggio e anche i principali eventi narrati avessero una fonte storica di riferimento.
00:39:59: A tutto questo va aggiunto che la serie in Canada e negli Stati Uniti è andata in onda su History Channel.
00:40:05: Sono quindi tutti elementi che hanno creato ovviamente nel pubblico la spettativa di poter guardare un prodotto di finzione basato però su una tendibilità storica importante.
00:40:17: Però, lo abbiamo già visto, la finzione prende sempre il sopravvento soprattutto in opere ambientate durante i Dark Ages.
00:40:27: La serie racconta l'asceso al trono di Ragnar Lotbrok Un vikingo che grazie alle sue capacità di guerriero dimostrate durante i vari razzi in Inghilterra diventerà poi re.
00:40:39: Ragnar è un sovrano leggendario a cui si erano ispirati anche gli autori del film dedicato ai vikingi negli anni cinquanta.
00:40:48: Sulla sua reale esistenza si discute ancora oggi, ma è probabile che il ragnar delle fonti sia stato modellato su vari personaggi storici realmente esistiti.
00:40:59: Già questa è una prima scelta importante.
00:41:02: Il protagonista di una vicenda collocata in un tempo, in uno spazio ben definiti è una figura leggendaria che poi si muove accanto a personaggi reali.
00:41:12: Il fratello di Ragnar è Rollo modellato sul rollone che effettivamente diventò poi Duka di Normandia agli inizi del decimo secolo.
00:41:21: Quindi quando guardiamo Vikings stiamo in realtà guardando una serie che cerca di sintetizzare nello stesso arco narrativo storia e leggenda culture e credenza religiose differenti, ma anche personaggi ed eventi avvenuti in ambiti cronologici distanti tra loro.
00:41:41: Perché infatti la serie si apre con quello che viene considerato l'inizio delle Tavi Kinga, l'attacco alla bazzia di Lindis Farn nel Nord-Este dell'Inghilterra nel.
00:41:52: Anche Rollo partecipa con il fratello Ragnar a questa razzia e quindi ecco già che si fondono personaggi e piani cronologici differenti.
00:42:03: E nello stesso episodio compare un personaggio fondamentale, Il Monaco Atherstan, che viene fatto prigionino da Ragnarr.
00:42:11: Però a differenza delle narrazioni passate, Atherstand e Ragnr diventano amici e s'influensano l'un l'altro….
00:42:18: Quindi, in una sorta di relativismo culturale un cristiano si avvicina al mondo pagano e un pagano si dimostra curioso di comprendere meglio la cultura cristiana.
00:42:29: Questo non significa che i vikingi della serie diventino personaggi positivi in assoluto ma che, al contrario ad essere presentati nelle loro contraddizioni sono anche i personaggi cristiani come, ad esempio, il Redimersia Eckbert spietato e calcoratore eppure essendo imbevuto di cultura classica è pronto a tradire Ragnar per esigenze di potere.
00:42:53: Questo tipo di rilettura è al centro anche di un'altra serie dedicata all'inghilterra altomedievale, The Last Kingdom in cui il protagonista è Uthred, un sassone quindi cristiano ma viene rapito e cresciuto dai danesi e quindi proprio al suo interno avrà questa continua contraddizione tra l'essere cristiano pagano sassoni ed danese.
00:43:19: E il grande successo di queste serie tv dedicate ai vikings ha spinto poi Netflix a subentrare proprio nella produzione della skindom, a cui poi ha dedicato anche un film a conclusione della serie e a creare una nuova serie Vikings Balala dove vengono raccontati i personaggi e gli episodi più importanti delle tabi king.
00:43:42: Così come Netflix ha distribuito a livello internazionale una serie norvegese molto divertente, Norseman in cui in chiave comica vengono presi in giro un po' tutte quelle che sono le nostre idee relative al mondo bikingo.
00:44:00: Il successo di Vikings però è dovuto anche ai suoi personaggi femminili soprattutto lagerta la moglie di Ragnar che è la rappresentante ideale delle Shield Maiden, quelle donne guerriere presenti nella mitologia nordica, dove però non abbiamo la certezza da un punto di vista storico che siano davvero esistite.
00:44:22: Sono citate nei testi letterari ma ad esempio a livello archeologico sono rari i ritrovamenti di sepolture di donne guerrie.
00:44:30: Eppure grazie al racconto di Vikings, le Shield Maidens sono diventate un modello contemporaneo di indipendenza e forza.
00:44:39: Come sottolinea in suo articolo Francesca Roversi Monaco.
00:44:44: Accanto alle serie TV che raccontano il mondo vikingo c'è stato anche un tentativo di realizzare un film storicamente accurato sul tema.
00:44:55: At the Northman di Robert Eggers uscito nel.
00:45:00: L'idea alla base del film è questa, raccontare una storia ambientata in epoca vikinga che però si ha ricostruita nel minimo dettaglio filologico dai vestiti alle abitazioni agli oggetti di vita quotidiana.
00:45:15: Il film è ambientato alla fine del nonno secolo il protagonista e il principe Hamleth un nobile vikingo di seredato che vuole vendicare l'uccisione di suo padre da parte di suo zio.
00:45:27: Se questa storia vi suona a familiare, non è un caso.
00:45:31: La vicenda è ispirata quanto racconta lo storico danese Saxo Grammaticus sul principe Hamlet, figura che sarà poi rielaborata da Shakespeare in una delle sue tragedie più celebri.
00:45:42: e per garantire l'authenticità del contesto che andava a ricostruire Eggers si è confrontato continuamente con dei consulenti storici specializzati proprio nella cultura materiale religiosa delle tabi King.
00:45:57: La ricostruzione dei set e degli oggetti si basa su ritrovamenti archeologici, così come la ricostruttione della società Viking a stessa.
00:46:05: Viene ad esempio sottolineato il ruolo centrale che aveva la schiavitù, così com'è si mostra quella che era l'attività prevalente di molte donne viking...la filatura!
00:46:16: Alla ricostrazione archeologica si sovrappone poi quella delle credenze religiose ed i rituali….
00:46:22: con un'idea di fondo Nel mondo non reno, ogni uomo deve compiere il destino che gli è stato profetizzato.
00:46:30: Ecco allora che Hamlet non ha i dubbi esistenziali dell'Hamlet di Shakespeare.
00:46:36: È un uomo che ha come solo obiettivo vendicare la morte del padre e quello il destinò che gli é stato assegnato dagli idee.
00:46:44: Eggers ha voluto deromanticizzare l'immagine dei vikingi.
00:46:48: questo non significa che nel film siano assenti scene violente battaglie razzie ma nella sua ricostruzione filologica del mondo noreno, la violenza non è tanto una scelta individuale fine a se stessa.
00:47:02: È parte del contesto storico in cui viene praticata.
00:47:06: Però c'è un elemento di fondo che ci terrà comunque sempre distanti da una ricostruzione precisa della mentalità delle donne e degli uomini vissuti nel mondo norreno.
00:47:20: Molte delle fonti letterarie che abbiamo a disposizione sono state scritte dopo la fine dell'età vikinga e spesso da autori cristiani, che quindi rilegevano interpretavano volte sasperavano quelle che potevano essere i culti, i riti le tradizioni delle popolazioni non rene fornendoci già un'immagine riflessa di quel mondo.
00:47:43: E in questo caso è proprio dal Medioevo che abbiamo un'immagine riflessa di una società e di una cultura, che in qualche modo continua comunque a sfuggirci.
00:47:56: Abbiamo visto nelle produzioni internazionali più recenti come il medioeVO oscilli continuamente tra riletture fantastiche ed ricostruzioni di realismo estremo.
00:48:09: Il censimento compiuto da Olga Kalashnikova nell'ambito del progetto Frame ci mostra quelle che sono invece delle tendenze caratteristiche in Italia.
00:48:19: Nel nostro paese ad esempio il fantasy è stato a lungo considerato un genere minore, ci sono stati esempi di mini serie pensate per la TV che hanno ispirazione fantastica e medievaleggiante come tutto il ciclo di Fanta Ghirò negli anni novanta.
00:48:36: E paradossalmente l'Italia era diventata anche l'ambientazione di un celebre film fantastico degli anni Ottanta, Lady Hawk.
00:48:46: Si tratta sempre di una grande produzione americana che racconta la storia di un amore impossibile e di una maledizione che tiene sempre i vicini ma sempre lontani.
00:48:56: due amanti etienne e isabot.
00:48:59: E qui il medioevo reale quello ad esempio di Rocca Calascio in Abruzzo diventa lo sfondo di un medioevo fantastico.
00:49:09: E la cosa interessante è che nel doppiaggio italiano le ambientazioni italiane diventano francesi, proprio come se il fantasy avesse bisogno di una distanza anche geografica per diventare credibile agli occhi di uno spettatore.
00:49:27: Il medioeval greedy crudo e realistico, quello del trono di spade per intenderci.
00:49:32: E invece sempre più presente in serie tv di ambientazione storica prodotte a livello internazionale in cui però partecivano anche produzione italiane.
00:49:43: Sono serie però in cui spesso il medioevo sfocia nel rinascimento.
00:49:49: Il caso più emblematico è quello dei medici la serie TV andate in onda in tre stagioni a partire dal che racconta proprio le vicende della famiglia fiorentina.
00:49:59: Se è vero che le date di inizio e fine del Medio Evo sono delle convenzioni, in questo tipo di produzione vediamo come Medio Ever i nascimento si mescolino tenendo poi presente che si tratta di prodotti pensati per un pubblico internazionale.
00:50:16: Diverse invece è un'altra serie pienamente medievale che in realtà è un'adattamento di un romanzo, che abbiamo incontrato più volte già nel corso del podcast.
00:50:27: Il nome della rosa!
00:50:29: Prima di parlare di questa serie però dobbiamo fare un passo indietro e tornare al primo adattamento del Romanzo il film di Jean-Jacques Knoe uscito nel one novecentotanta sei.
00:50:42: E il medioevo che vediamo nel fin di anno?
00:50:44: È un'età dalle tinte lugubri e oscure.
00:50:48: Il riferimento è l'ambientazione dei romanzi gotici ottocenteschi.
00:50:53: Gli stessi volti dei monaci con i loro tratti grotteschi sembrano richiamare quel tipo di immaginario.
00:51:01: Eppure Hanno aveva avuto come consulenti alcuni dei più importanti medievisti dell'epoca, come Jacques Legoff.
00:51:08: Infatti è stata data molta attenzione alla ricostruzione degli ambienti e degli oggetti presenti nel film dai utensili della cucina, ai occhiali indossati da Guiglielmo alle postazioni di lavoro nello scriptorium per i quali sono stati realizzate dei disegni inviati poi a un gruppo di consulenti.
00:51:27: E anche i manuscritti illustrati che vediamo nel film non sono delle semplici riproduzioni.
00:51:33: Sono stati utilizzati usando materiali e tecniche medievali.
00:51:38: oggi li potremmo definire un esempio di archeologia sperimentale e anche alcune delle location sono effettivamente medievali.
00:51:46: Molte scene di interni sono girate nella bazzia cisterciense di Eberbach, che viene spesso definita una delle meglio conservate in Germania ma che ha subito comunque degli importanti interventi di restauro nel novecento.
00:52:01: L'imponente esterno invece dell'edificio della biblioteca è stato completamente costruito ex novo dando vita a uno dei più grandi set cinematografici mai realizzati fino a quel momento in Europa.
00:52:13: Il modello di riferimento è sempre lui, Castel del Monte.
00:52:18: La biblioteca quindi si presenta come un finto edificio contemporaneo di forma medievale una scelta che aveva comunque colpito l'immaginario degli spettatori.
00:52:29: racconta infatti Dante Ferretti lo scenografo del film che in molti gli avevano chiesto dove poter andare a vedere la bazzia del film.
00:52:38: Il set era stato realizzato nei dintorni di Roma e lui quindi non poteva che rispondere, la trovate poco fuori Roma ma sbrigatevi perché tra poco smontano tutto.
00:52:50: Ecco quindi che anche l'attenzione ai dettagli e alla vero similianza delle ambientazioni non produce automaticamente la ricostruzione di un medioevo autentico.
00:53:02: Nel due mila dieciar nove il romanzo di eco è stato adattato in una serie tv da Giacomo Battiato Un regista che a differenza di anno ha avuto un contatto diretto con il medioevo, se ne è occupato nei suoi studi universitari scrivendo anche una tesi sulle resi a catara.
00:53:19: E questo dettaglio non è secondario.
00:53:21: infatti la serie TV ha dei tempi molto più dilatati dura otto ore il quadro pro del film di anno e quindi oltre ad recuperare tutti gli elementi assenti nel film ha anche spazio per raccontare una trama parallela che racconta le vicende degli eretici dolciniani.
00:53:40: Per battiato, questo movimento come quello cataro rappresentano esempi estremamente positivi di modernità del Medioevo.
00:53:49: venivano professate l'uguaglianza tra uomo e donna la tolleranza la ridistribuzione della ricchezza.
00:53:56: quindi questa interpretazione positiva dei movimenti ereticali è ampliata poi all'intera epoca medievale che diventa un'età luminosa, culturalmente ma anche visivamente.
00:54:08: Se confrontate qualche scena del film di anno con quelle della serie dibattiato potete notare subito le differenze.
00:54:15: Scompare con l'atmosfera gotica e oscura del film e al netto del fatto che stiamo guardando comunque una vicenda ambientata in inverno e con molte scene notturne nella serie troviamo un medioevo luminoso e ricco di colore a partire dagli stessi abiti indossati dai vari personaggi.
00:54:34: Anche questa è stata una scelta precisa.
00:54:36: Vengono richiamati i colori dell'arte tardo-medievale, mediati però sempre dalla nostra percezione contemporaneo.
00:54:44: Come racconta proprio l'ha detto alla fotografia della serie.
00:54:47: John Conroy durante le sue ricerche era rimasto colpito dai toni accesi dei colori medievali in cui si era imbattuto, dovendo comunque applicare un filtro che desaturai i colorri tipico delle produzioni storiche.
00:55:01: Una sorta di filtro, me ti avevo un po' più leggero se vogliamo ha usato uno stratagemma.
00:55:06: I abiti di scena sono stati realizzati con tonalità più accese del normale.
00:55:11: Diminuendo la saturazione i colori sono comunque rimasti visibili nella loro diversità e ricchezza.
00:55:19: E l'abbazzia come è stata rappresentata?
00:55:22: Anche in questo caso è stata ricostruita questa volta a Cinecittà in particolare il cortile interno con le facciate degli edifici.
00:55:31: In post-produzione è stata completata poi la sommità della Chiesa Bazziale e quella della Biblioteca.
00:55:38: La chiesa è un maestoso edificio romanico dominato da un rosone che ricorda quello di un'altra chiesа molto cinematografica, San Pietro a Tuscania nell'Arto Lazio.
00:55:50: La biblioteca rimodella Castel del Monte ma è molto più slanciata in altezza fino a diventare una sorta di torre imponente.
00:55:59: Nella concezione complessiva dell'età medievale, nella serie ci siamo spostati su un'interpretazione opposta rispetto al film da età oscura dominata dalla minaccia continua dell'inquisizione ad età luminosa anticipatrice dell'eta moderna.
00:56:19: Questi adattamenti del nome della rosa non sono dei casi eccezionali nell'ambito della produzione audiovisiva italiana.
00:56:28: Già la prima grande serie tv di produzione internazionale, o meglio come era chiamata all'epoca sceneggiato è stata Marco Polo.
00:56:36: andate in onda nel one novecentotattadue sull'Arai.
00:56:41: abbiamo visto proprio come l'opera di Boccaccio sia stata continuamente rielaborata soprattutto negli anni settanta e nel twenty-quindici.
00:56:49: il Decameron è tornato sullo schermo in una rilettura d'autore.
00:56:53: Sono Paolo e Roberto Taviani che scegono di confrontarsi proprio con Boccaccio, e propongono una lettura del Decamerone contemporanea ma quasi agli antipodi di quella di Pasolini.
00:57:06: Nel loro film maraviglioso Boccaccio i fratelli Taviani sottolineano fin dalla prima scena quella che per loro è l'attualità dell'opera.
00:57:17: Vediamo infatti un uomo di spalle e non appena si volta scopriamo sul suo corpo i segni della peste.
00:57:24: Passano pochi secondi, poi l'uomo si copre il volto e si lascia cadere nel vuoto dall'alto del campanile digiotto a Firenze.
00:57:34: E mentre cade il suo corpo assume una posizione che è drammaticamente nota a noi contemporanei È quella di The Falling Man la foto scattata da Richard Dew durante l'attentato dell'Undici settembre, in cui si vede un uomo che sia gettato dalle torri appena colpite.
00:57:54: Il parallelo diventa quindi chiaro!
00:57:56: La peste trecentesca è un momento di paura e dolore come lo è stato per noi contemporanei l'attendato alle torri gemelle… E nel film al medioevo oscuro e spaventoso della peste che rappresenta il male, che si manifesta in varie forme anche nel nostro mondo.
00:58:14: Si contrappone l'età medievale colorata e luminosa della brigata che fugge da Firenze per ritirarsi in una villa di campagna.
00:58:23: I fratelliti avviani infatti scergono di dare ampio spazio alla cornice del Decameron ai giovani che fuggono la paura e la malattia e trascorrono le giornate a raccontarsi delle storie.
00:58:35: Diventa protagonista il paesaggio delle campagne toscane, quasi senza tempo.
00:58:40: Mentre le raffigurazioni dei giovani della brigata richiamano nei colori e nelle atmosfere delle simmetrie rinascimentali ma anche i dipinti pre-raffelliti di Baron Jones e John William Waterhouse che in una sua opera aveva proprio raff figurato i giovanni protagonisti del Decameron.
00:58:56: Sullo schermo vediamo poi raffigorate cinque novelle scelte perché hanno tutte un argomento in comune... l'amore.
00:59:05: Nella rilettura dei fratelli Taviani scompare l'eros e la sessualità.
00:59:09: Il loro è un Decamanon casto in cui il sentimento amoroso prevale sul desiderio sessuale, ed diventa questa la chiave di lettura del loro film.
00:59:19: L'amore è l'unica forma di salvezza per contrastare la minaccia costante del male che assume in questo caso la forma della peste.
00:59:29: Le novelle scelte non raccontano solo di amori all'ietofine, ci sono storie strazianti come quella di Federico degli Alberighi altre più ironiche come la novella dell'abbadessa e le brache.
00:59:40: In ogni caso il medioevo ricostruito nel film è essenziale nelle ambientazioni nei colori spesso anche nei dialoghi ed diventa una sorta di modello da imitare per noi contemporanei che ci spinge a domandarci.
00:59:54: Nei momenti più complicati o scuri c'è una via di fuga possibile e per i fratelli Taviani sembra esserci una risposta.
01:00:02: L'amore in ogni sua forma….
01:00:05: E il Decameron è diventato il protagonista anche di una serie Netflix uscita nel twenty-four.
01:00:11: Anche in questo caso viene dato ampio spazio alla cornice dell'opera, le novelle invece sono assenti.
01:00:17: Si prova quindi a comunicare tutta l'ironia e la sensualità del Decamerone tramite le vicende dei giovani della brigata.
01:00:24: Vengono però stravolti e aggiunti personaggi, introdotte trame e sottotrame che riguardano proprio i personaggi della cornice.
01:00:31: È un medioevo attratti grotesco ed totalmente immaginato, chi assume spesso caratteri rinascimentali è ambientato come avviene spesso tratto Scanellazio e alla fine però perde contatto sia con l'epoca medievale che con l opera stessa di Boccaccio.
01:00:48: È una serie però che fotografa quella che è ancora l'immagine di Medio Evo diffusa in particolare negli Stati Uniti.
01:00:57: Anche Dante è stato spesso fonte d'ispirazione in ambito cinematografico, a lui ha dedicato un film nel.
01:01:11: Il suo film è una biografia del sommo poeta che però ha come protagonista Giovanni Boccaccio, uno dei suoi primi biografi.
01:01:19: E nel film alle immagini e alle suggestioni medievali si mescolano molti riflessi dell'arte pre-Raffaellita soprattutto nel modo di narrare e raffigurare Beatrice con diverse scene tratti dalla vita nuova che non a caso era un'opera molto apprezzata proprio dai pre-raffaelli di stessi.
01:01:39: Il legame tra Avati e Medioevo ha però origini più antiche.
01:01:44: Nel nineteencento noventa tre dirige Magnificat, una pellicola ambientata nella settimana santa dell'anno del signore novecentosentisei.
01:01:54: Vengono poi raccontati i momenti di vita quotidiana dei personaggi comuni ma anche di potenti che vivivano nell'appennino tosco emiliano.
01:02:04: Di questo mondo medievale si sottolinea il senso del sacro e della religiosità, che si contrappone quotidianamente alla violenza.
01:02:14: Diverso ancora in modo di raccontare l'età medievala con un film del due milauno i cavalieri che fecero l'impresa, in cui Avati avuto come consulante lo storico Franco Cardini.
01:02:25: Qui l'idea di fondo è quella di provare a ricreare una sorta di ciclo cavalleresco italiano, sul modello di quello arturiano basato però non sulla ricerca del Graal ma su quella della Sindone.
01:02:38: Questo medioevo diavati sospeso tra violenza e fede è completamente diverso da quello cialtronesco edissacrante dell'armata Brancaleone che però continua essere un modello che viene citato e rielaborato ancora oggi.
01:02:54: Accade ad esempio in un film uscito nel twenty-two, Il Patafio con la regia di Francesco Lagi.
01:03:02: La pellicola è in realtà l'attrasposizione del romanzo omonimo di Luigi Malerba pubblicato nel one novecentosettantotto.
01:03:11: il Romanzo di malerba riprende la vena comica di Branca Leone a partire dal linguaggio.
01:03:17: i personaggi parlano una lingua che è un misto di dialetto romanesco e sciocciaro, a cui si mescola il latino dei religiosi.
01:03:26: E in umistessi dei protagonisti sono tutto un programma!
01:03:29: La storia narrata è quella del marconte Berlocchio di Cagalanza, che dopo aver sposato Bernarda la figlia del re di Monte Cacchione ottiene in feudo il castello di Tripalle.
01:03:42: Malerba sceglie di pubblicare un romanzo comico ambientato nel medioevo, nel periodo degli anni di Piombo.
01:03:49: Per lui il comico è uno strumento di dissenso e la beffa è un modo per agirare la disperazione.
01:03:56: Quando Lagi decide di portare sullo schermo il Romanzo ammette che l'ispirazione di Branca Leone sia stata fondamentale ma poi nel corso della realizzazione del film ha deciso di mettere da parte quel modello.
01:04:09: In effetti, quando vediamo comparire all'inizio del film il corteo sgangherato che accompagna il marconte Berlocchio, il parallelo con Brancaleone è inevitabile.
01:04:20: A canta a lui ci sono Il Frate Capuccio, il Consigliere Bel Capo e i soldati Manfredo e Uffredo.
01:04:28: E la prima impresa di questa corte improvvisata è sbagliare Castello... ...e si prenderanno infatti gli insulti dei soldati che difendono il castellazzo!
01:04:38: Nel corso del film, però l'ironia che è sempre presente si trasforma in un sorriso amaro.
01:04:44: Se Malerba aveva ambientato nel Medioevo le tensioni dell'Italia degli anni settanta la gira.
01:04:50: conta invece l'Italia contemporanea.
01:04:53: Il villano Migone diventa allora il populista che organizza un movimento di plebei e rustici per contrastare il potere del marconte.
01:05:03: Il marconte stesso è una rivista che brama di ottenere il potere, ma poi non s'aggestirlo.
01:05:10: E si ritrova a governare un castello che cade a pezzi con i villani che si fanno beffa di lui.
01:05:16: Lagi poi modifica i destini dei personaggi del romanzo.
01:05:20: Non ve li anticipo per non rovinarvi la visione del film.
01:05:24: Ma c'è un personaggio in particolare su cui si compia la modifica più importante Bernarda, la moglie del marconte.
01:05:31: Per l'Agi Bernarda deve essere il punto di luce del film E con la sua semplicità e la sua ingenuità, la principessa è l'unica che in un contesto povero e cialtronesco continua a coltivare il suo sogno di Medioevo.
01:05:47: Quello dell'amore di Tristano esotta, di cui rileggge ogni sera la storia perché è quello l'ideale di vita che si era prefigurata... Un ideale che nel castello di tripalle verrà ovviamente disatteso ed distrutto.
01:06:02: Tra i tanti modi di raccontare il medioeva in Italia non poteva poi mancare quello legato alle grandi personalità religiose.
01:06:11: Nel nostro paese ovviamente un ruolo di primo piano spetta a San Francesco e Santa Chiara.
01:06:17: Con queste figure nel corso del tempo si sono confrontati i grandi registri da Rossellini, a Zeffirelli….
01:06:24: Sono state realizzate numerose fiction e serie tv... E c'è anche una regista che ha affrontato loro storia per ben tre volte, Liliana Cavani!
01:06:33: Il suo è un caso interessante, perché ha un confronto che si rinnova continuamente grazie anche alle nuove ricerche sulla figura storica del santo.
01:06:43: Nel nineteencentosessanta sei Cavani realizza una delle prime grandi produzioni e i Rai, una miniserie sulla vita di Francesco.
01:06:52: È un racconto pensato quasi come un documentario diviso per scena e che richiama molto il celebre ciclo digiotto nella basitica superiore di Assisi.
01:07:02: Questo è un riferimento che la stessa Cavani ha avuto sempre presente.
01:07:06: Per lei quei affreschi erano una sorta di cinemamuto del Medioevo, chi però da soli non potevano raccontare la complessità della figura di Francesco.
01:07:17: Ecco allora che nel milie novecentottantanove torna sul tema realizzando un film diverso.
01:07:22: Qui a raccontar la vita del santo sono Chiara e i suoi primi compagni.
01:07:26: filtrando il racconto biografico attraverso il ricordo Il riferimento principale è la leggenda dei tre compagni, una delle varie fonti sulla vita di Francesco che Cavani può leggere perché in quegli anni era stata appena ripubblicata.
01:07:42: A differenza però del testo francescano, la regista aggiunge i ricordi di Chiara ed è una scelta precisa.
01:07:49: vuole sottolineare la centralità di Chiarra nella vita de Francesco così come esaltarne la sua forza rivoluzionaria ed estremamente contemporanea E a chiara dà infatti ampio spazio anche nella fiction che realizza su Francesco nel due mila quattordici.
01:08:07: È di nuovo lei, ormai anziana, a raccontare la vita del santo!
01:08:13: In queste tre riletture della vita di Francesco Cavani può di volta in volta aggiungere episodi e aggiornare il racconto di alcuni personaggi.
01:08:23: Rimane però un'idea di fondo Francesco e Chiara sono per lei dei personaggi rivoluzionari e sempre attuali, capaci di mettere in crisi quelli che erano alcuni degli elementi fondamentali della società medievale.
01:08:38: E il carattere ribelle di Francesco Cavani lo aveva esaltato anche nella scelta degli attori nei suoi deprimi film.
01:08:46: Nel primo aveva Luca Stell che era diventato il volto della protesta giovanile grazie a un film di bell'occhio pugni in tasca.
01:08:53: Nella seconda pellicola aveva invece Mickey Rourke, attore tormentato che tra l'altro veniva dal successo di un film come Nove settimane e mezzo.
01:09:03: Al lavoro di ricerca sulla figura di Francesco Echiara portato avanti da Chiara Frugoni è invece ispirato un altro film di argomento francescano.
01:09:14: La regista Susanani Chiarelli aveva scelto proprio Frugini come consulente per il suo film uscito nel Chiara, una pellicola dedicata interamente alla santa.
01:09:27: E in questo racconto è chiara a diventare la protagonista e lei la vera ribelle rivoluzionaria pronta a mettere in discussioni i principi della società medievale in cui viveva, in particolare il ruolo assegnato alle donne.
01:09:43: Chiara diventa quindi un approto femminista pronta all'ottare contro il potere, anche quando Francesco sarebbe invece più propenso a trovare un compromesso.
01:09:54: Una lotta che è alimentata anche dal furore della giovaneità della protagonista.
01:09:59: e uno dei messaggi del film è proprio questo la volontà di creare un parallelo tra la forza rivoluzionaria di una giovana donna del medioevo e quella dei giovani di oggi.
01:10:10: Chiara quindi è un modello positivo, non soltanto da un punto di vista religioso ma anche laico e politico.
01:10:17: Tra i vari momenti del racconto subentrano poi la musica il canto come se stessimo guardando un musical.
01:10:25: Infatti Nicchiarelli non ha nascosto che tra i suoi modelli di riferimento c'era proprio hair Il musical che sul finire degli anni settanta ha raccontato l'America delle comunità hippie.
01:10:36: E c'è un altro aspetto interessante Nel film Nicchiarelli fa parlare ai suoi personaggi un dialetto umbro medievaleggiante.
01:10:45: Noi fino ora avevamo visto l'utilizzo di questa lingua sempre in senso comico e dissacrante.
01:10:52: Qui invece questo utilizzo ha un significato differente, sottolinea quella che era la modernità rivoluzionaria del messaggio di Chiara Francesco.
01:11:02: Parlare in Volgare significava riferirsi alle persone più umili della società medievale.
01:11:10: La fortuna di Chiare Francesco non è quindi legata soltanto alla fede, il loro essere percepiti come ribelli e rivoluzionari, quindi personaggi sempre attuali li ha resi modelli che possono affascinare sempre nuove generazioni di pubblico.
01:11:29: Castelli fiabbeschi abbazie oscure sangue e violenze.
01:11:36: Qual è quindi il film più autenticamente medievale tra tutti quelli che vi ho citato?
01:11:42: In realtà siamo arrivati alla fine di questa puntata con una consapevolezza.
01:11:46: Ogni film racconta non il medioevo, ma un medioeva diverso, che nella maggior parte dei casi è un riflesso del mondo contemporaneo... Noi potremmo di volta in volta soffermarci sui singoli aspetti di un film per definirne il livello di attendibilità e accuratezza storica.
01:12:07: E c'è anche un dettaglio su cui vi fare attenzione, che per molti è rivelatore... I denti!
01:12:13: Se i denti dei personaggi sono perfetti allora siamo già lontani dal medioevo reale.
01:12:19: Ma non è questo l'aspetto che ci interessa davvero?
01:12:23: Torniamo al nostro cavaliere Sir Ulrich von Liechtenstein.
01:12:28: Brian Hergland ha raccontato che quando ha pensato agli abiti dei protagonisti del suo film aveva in mente un modello preciso, i Rolling Stones degli anni settanta.
01:12:40: Ecco quindi che il destino di un cavaliere non vuole ricostruire il medioevo.
01:12:44: lo utilizza, lo trasforma in ambientazione per dare vita a una commedia romantica.
01:12:50: I riferimenti al Medioevo storico rimangono.
01:12:53: Tra i protagonisti del film c'è Geoffrey Choser, l'autore dei racconti di Canterbury.
01:12:59: E volendo il film può anche essere letto.
01:13:00: così è la storia di Choser che vaga per l'inghilterra medievale alla ricerca di novelle racconte da inserire nella sua opera.
01:13:09: Anche il titolo originale del film, A Night's Tale riprende quello della prima novella dei racconti di canterbury ma non ne racconta la storie.
01:13:18: e d'altra parte Sir Ulrich non è neanche un vero cavaliere è uno scudiero che si spaccia per tale.
01:13:25: Allora il punto è proprio questo, non dobbiamo farci ingannare dai film dalle serie TV perché sono delle opere di finzione, modellano il nostro immaginario creano delle idee di Medioevo che poi continueremo sempre a cercare.
01:13:41: e forse saranno proprio queste immagini che ci spingeranno poi a scoprire qualcosa in più su quei mille anni che compongono Il Medioevo.
01:13:55: Io sono Alessio Innocenti e quello che avete ascoltato è Multimedio Evo, il medio evo nei media contemporanei un podcast del Dipartimento di Storia, Cultura e Civiltà dell'Università di Bologna Alma Mater Studiorum realizzato nell'ambito del progetto print frame framing medievalism.
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